A Muti, Deneuve e allo “scultore della nebbia”, il Praemium Imperiale

Mercoledì 11 Luglio 2018 di Simona Antonucci
Il maestro Riccardo Muti ha ricevuto oggi 
il Praemium Imperiale
A cinquant'anni dal suo debutto al Maggio Musicale Fiorentino, Riccardo Muti, sul podio delle orchestre più importanti del mondo, oggi alla Chicago Symphony, riceve il trentesimo Praemium Imperiale per la musica, il più alto riconoscimento al mondo nel campo della arti, una sorta di Nobel, assegnato dalla Japan Art Association.

Al
Maestro dei Maestri viene riconosciuto in particolare il suo contributo di portata storica per l'interpretazione delle opere verdiane, il suo progetto “Le vie dell'Amicizia” che aspira a unire persone di origini diverse attraverso la musica e l'Italian Opera Academy per sostenere e formare giovani direttori e cantanti. Prima di lui, il premio, alla sua trentesima edizione, è stato assegnato anche a Boulez, Bernstein, Rotropovich, Berio, Baremboim, Argherich, Domingo.

«Nel mio mestiere si riparte ogni giorno
», spiega Muti, nel pieno dei festeggiamenti fiorentini, «Cerchiamo di trovare la verità, che nessuno possiede, nel testo musicale come nella vita. Mozart diceva che la profondità si nasconde tra le note. Un universo inscrutabile. E allora per tutta la vita non possiamo che cercare l'acqua nella sabbia del deserto della nostra ignoranza». 

Rivelati anche gli altri premiati in contemporanea a Londra, Parigi, Berlino, Tokyo, New York e Roma, in un incontro alla presenza del consigliere internazionale Filippo Dini che si è svolto questa mattina all'Hotel Excesior.

Al belga-francese Pierre Alechinsky, figura chiave dell'espressionismo europeo, il riconoscimento per la pittura: ancora attivo all'età di 90 anni, ha fortemente influenzato il mondo della pittura in Europa. Attratto dalla calligrafia giapponese, che combina tradizione e modernità, ha elaborato un proprio stile anche nel disegno, nella stampa e nella ceramica. 

La giapponese Fujiko Nakaya,
artista della nebbia, è stata insignita per la scultura: fondendo arte e tecnologia ha creato sculture con nebbia artificiale, realizzate con acqua pura. Le sue 80 installazioni disseminate in tutto il mondo hanno contribuito ad aumentare la coscienza ambientale del suo pubblico.

Filosofo più che pragmatico, il francese Christian de Portzamparc, professore al Collège de France, è stato premiato per suo impegno nell'architettura e per la sua forte volontà di attribuire importanza all'interazione tra gli spazi urbani e l'essere umano. 

La diva mondiale Catherine Denevue è stata scelta per l'Imperiale cinema e il teatro, non soltanto perché una delle migliori attrici al mondo, con i suoi oltre cento film, ma per la  sua capacità di esprimere le delicate sfumature del sentimento.

La consegna avverrà il 23 ottobre a Tokyo, con diploma, medaglia e 15 milioni di yen (115 mila euro circa) conferiti dal principe Hitachi. Borsa di studio alla Shakespeare School Foundation del Regno Unito. «Sono tutti premi in qualche modo alla carriera, con grande attenzione per l'influenza che un artista può avere con le sue opere», ha spiegato il Consigliere Dini.

«Un grande onore, forse immeritato. Sono semplicemente un divulgatore della musica nel mondo», ringrazia il Maestro Muti, quindicesimo italiano a ricevere l'Imperiale e nostro secondo direttore d'orchestra dopo Claudio Abbado, in collegamento da Firenze, dove questa sera dirigerà il Macbeth in concerto, proprio come 50 anni fa al Maggio.

«Ripropongo il Macbeth sperando che quella che era la vulcanicità di un giovane non si trasformi oggi nelle rovine di Atene». E aggiunge: «Il problema è la scuola. Sono 50 anni che combatto perché venga insegnato, non a intonare Fratelli d'Italia, ma a muoversi nella foresta dei suoni».

Il repertorio italiano? «Quest'anno abbiamo ricevuto più di 200 domande di giovani direttori per l'Italian Opera Academy. A loro - racconta - quasi in senso polemico insegniamo come è costruita un'opera italiana, per nulla inferiore al repertorio tedesco o austriaco. Quando si fa Verdi bisogna entrare nel mondo di un musicista che nasce dal popolo e per il popolo scrive. Come dicevano i Romani, con elementi semplici costruire grandi cose. Questo è il segreto della musica operistica italiana dell'800. Che non è terra di saccheggio per registi inconsapevoli, se non addirittura cretini».

Un commento anche sulle donne nel mondo dell'Opera: «È un un processo lento ma sono convinto che le donne possano dare un grande contributo alle Arti. Non sono d'accordo, però, quando sul podio si travestono da uomo, devono mantenere la propria femminilità. E anzi, eliminano quel machismo, il saltellare circense che spesso c'è nei direttori uomini: le donne vanno dritte al segno. In passato alcuni colleghi si sono espressi contrariamente, ma, si sa, gli idioti sono dappertutto». 
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