Torna in libreria Sgt. Kirk, il soldato
amico degli indiani disegnato da Pratt

Venerdì 20 Novembre 2009
Sgt. Kirk © 1953 Cong S.A., Losanna
ROMA (20 novembre) - Nel 1950 il regista Delmer Daves realizza un film western, L'amante indiana, con James Stewart, Jeff Chandler e Debra Paget in cui il protagonista (James Stewart) si impegna in prima persona per portare la pace tra i bianchi e gli Apache dell'Arizona. Sposa un'indiana che sar uccisa da un gruppo di coloni ostili alla pacificazione, rischia il linciaggio, ma alla fine i suoi sforzi per una civile e pacifica convivenza tra i due popoli sono premiati.



L'amante indiana è considerato dai critici e dagli storici il film che ha modificato l'ottica razzista dei western di allora, i bianchi buoni e gli indiani sanguinari selvaggi. Un'opera dalla parte dei pellerossa, commovente e sincera, senza retorica. Per la cronaca: la sceneggiatura è di Albert Maltz, uno dei tanti di Hollywood vittima delle persecuzioni maccartiste e delle famigerate "liste nere".



Seguiranno altri film, come Kociss, l'eroe indiano o Furia indiana, per esempio, che si sforzano di capire le ragioni degli indiani. E in molte altre opere i registi operano un ripensamento e una revisione storica dei valori e dei miti presentati fino allora dai western, basti pensare al capolavoro di John Ford Ombre rosse. Tanto che nel 1953, il critico Tullio Kezich parla di "western maggiorenne" in un suo saggio. Quel filone definitivamente consacrato, molti anni dopo, da film quali Piccolo grande uomo, Soldato blu, Un uomo chiamato cavallo, Il grande sentiero" e Balla coi lupi.



Bene, nel gennaio 1953 debutta in Argentina un fumetto che a buon diritto può essere considerato il capostipite del "western maggiorenne" nel mondo delle nuvolette e delle strisce disegnate. E' Sgt. Kirk, una lunga saga disegnata da Hugo Pratt mentre i testi sono opera dello sceneggiatore argentino Hector Oesterheld. Meritoriamente la Rizzoli Lizard pubblica nuovamente quella storia a fumetti nata 56 anni fa in un pregevole volume cartonato (Sgt. Kirk. Rinnegato!, 190 pagine, 22 euro). Nonostante siano passati tanti anni, questo fumetto è quanto mai attuale, un'opera "sempreverde". Come giustamente è messo in rilievo nella sua prefazione da Gianni Brunoro, studioso e critico del mondo dei comics: «Il sergente Kirk è stato un fumetto che ha saputo precorrere i tempi», arrivando, «agli stessi esiti culturali ben prima di film importanti», quelli citati poco sopra, e «la sua struttura, le sue storie, le sue tematiche sono del tutto compatibili con una cultura da adulti».



Il sergente Kirk è un "soldato blu" della cavalleria americana ai tempi della "Conquista del West", nella seconda metà dell'Ottocento. Si capisce subito che tipo è fin dal primo episodio, "La caccia al comanche": «Non capisco questo odio contro gli indiani», risponde a un altezzoso e tipico ufficiale che parla di «spazzare via gli indiani». E poche vignette dopo lo vediamo meditabondo, tormentato dal dubbio e dal ricordo di un attacco a un campo comanche culminato in un massacro: «Che ne so io perchè combatto ora?». Kirk si sente profondamente a disagio nel partecipare a insensate lotte sanguinarie, è sempre più angosciato dal conflitto tra il dovere di soldato e le sue idee aperte e indipendenti di giustizia e umanità. Apertamente in contrasto con le idee dominanti allora nella frontiera, quando per il generale Sheridan «l'unico indiano buono è un indiano morto», mentre il comandante in capo dell'esercito statunitense, Sherman, ordinava esplicitamente «una guerra vendicativa contro i Sioux», «più ne ammazziamo adesso, meno ce ne saranno il prossimo anno».



Come stupirsi, quindi, di massacri come quello del Sand Creek (Colorado, novembre 1864), dove le truppe del colonnello Chivington attaccarono un pacifico villaggio cheyenne e massacrarono oltre 150 indiani, in gran parte donne e bambini, fatti a pezzi, scotennati, le donne violentate e mutilate selvaggiamente. Ma l'elenco è lungo, Camp Grant, il fiume Washita, Wounded Knee... E dall'altra parte non risparmiavano i colpi, in una tragica spirale di odio e vendetta, ed ecco, ad esempio, il massacro del Minnesota scatenato nel 1862 dai Sioux Santee, portati all'esasperazione dalla fame e dai soprusi dei coloni bianchi. E allora il sergente Kirk si decide a seguire la sua strada, diventa un disertore, va con gli indiani, diventa "fratello di sangue" di un giovane pellerossa.



Sembra la vicenda di Balla coi lupi, con il tenente Kevin Costner che sceglie di vivere con i Sioux. Solo che Il sergente Kirk è nato nel 1953, dall'unione di due maestri dell'avventura a fumetti. Da una parte Hugo Pratt, che in seguito darà vita al celeberrimo Corto Maltese. Dall'altra Hector Oesterheld, creatore della mitica storia de L'Eternauta, dove, come scrive Gianni Brunoro, «sotto le spoglie di un racconto di fantascienza si dibatte il tema dell'eterno dissidio fra libertà e dittatura», temi che lo sceneggiatore ha sempre dibattuto nelle sue numerose opere, a partire dale avventure del sergente Kirk. Per queste idee, Oesterheld pagherà con la vita, insieme alle sue figlie, assassinato nel 1977 dagli sgherri della dittatura argentina, uno dei 35 mila desaparecidos.
Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 23:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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