Torna #iosprecozero, 10 consigli utili in un libro “solidale”

Mercoledì 5 Settembre 2018
Il 22 e il 23 settembre verrà distribuito a iniziativa “Un pasto al giorno”. Gli italiani sono sempre più attenti a evitare lo spreco alimentare, ma è ancora troppo il cibo che nel nostro Paese viene gettato via. In un momento in cui circa 5 milioni di cittadini si trovano in condizione di povertà assoluta, si assiste al paradosso di 16 miliardi di euro in alimenti che ogni anno finiscono nella spazzatura. Incrementare la consapevolezza sui temi della sostenibilità, sensibilizzando all’importanza di modificare i propri comportamenti con piccoli accorgimenti quotidiani, è il leitmotiv della seconda edizione del libro #iosprecozero, realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), fondata da Don Oreste Benzi. È un prontuario di “ricette, idee e consigli per restituire alle cose il loro giusto valore”, come recita il sottotitolo, che verrà distribuito nelle piazze di tutta Italia il 22 e 23 settembre durante “Un pasto al giorno”, l’iniziativa solidale con cui la Apg23 raccoglie donazioni per garantire 7 milioni e mezzo di pasti ogni anno alle 5 mila persone aiutate nelle sue oltre 500 realtà di accoglienza in Italia e nei cinque continenti.

Ecco 10 consigli positivi, tracciati da #iosprecozero, per mettere in pratica i principi della sostenibilità, non solo alimentare: acquistare prodotti di stagione, che non forzano i terreni e i metodi di coltura; preferire prodotti a filiera corta e km0, che non vengono dall’altra parte del mondo, sono più freschi e durano di più; programmare sempre con attenzione la spesa, in modo da acquistare solo ciò che serve realmente e per il giusto tempo di consumo, anche usando le app che aiutano a stilare la lista della spesa. Ma anche leggere con attenzione le etichette dei prodotti alimentari per conoscerne le corrette modalità di conservazione e disporre correttamente i cibi in frigorifero, mettendo gli alimenti prossimi alla scadenza in evidenza per consumarli prima; preferire packaging progettati per essere recuperati e in materiali biodegradabili. Controllare, ad esempio, che sulle confezioni in bioplastica siano presenti i marchi che ne certificano la compostabilità. E poi chi ne ha la possibilità, può avviare un orto in cui coltivare il proprio cibo, partecipando ad esempio anche alle iniziative degli orti urbani che stanno nascendo in tante grandi città italiane. E ancora: rifornirsi alle case dell’acqua, ossia le installazioni per la distribuzione pubblica di acqua refrigerata, mineralizzata e gratuita: un’idea semplice attuata in molte realtà locali che aiuta anche a ridurre la dispersione nell’ambiente di bottiglie in plastica, riscoprire le ricette del giorno dopo, che permettono di recuperare gli avanzi fermi nel frigorifero: in mezzo a ciò che buttiamo c’è sempre un tesoro di prodotti ancora buoni che possono essere rielaborati in nuovi piatti; controllare al supermercato i banchi con i cibi prossimi alla scadenza che, grazie alla Legge 166/2016 (Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi), possono essere venduti al pubblico a prezzo scontato, e chiedere, senza vergogna, la doggy-bag al ristorante, per portare a casa ciò che non abbiamo consumato. E come ultimo punto cercare gli oggetti progettati secondo la filosofia cradle to cradle (dalla culla alla culla) che già da un decennio incoraggia a rivedere il modo in cui pensiamo e produciamo oggetti, in modo che tutto possa essere trasformato e non distrutto.

Il libro – stampato su carta 100% riciclata, certificata dal marchio FSC (Forest Stewardship Council) – sarà donato durante Un pasto al giorno a chiunque voglia sostenere i progetti portati avanti dalla Comunità in favore di chi soffre (per info e dettagli sulle postazioni, durante l’evento sarà possibile consultare il sito www.unpastoalgiorno.org).  © RIPRODUZIONE RISERVATA