Racconti dal carcere: a Regina Coeli
assegnati i premi Goliarda Sapienza

Racconti dal carcere: a Regina Coeli assegnati i premi Goliarda Sapienza
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Giovedì 13 Novembre 2014, 20:58

Tutti d'accordo, tutor (scrittori che hanno

seguito il lavoro dei concorrenti carcerati, abbinati per sorteggio), giurati (dal presidente Elio Pecora a Folco Quilici, Enrico Vanzina), rappresentanti delle istituzioni: «la scrittura è libertà». E in carcere ciò acquista un significato particolare, dà un valore molto importante al premio letterario «Goliarda Sapienza - Racconti dal carcere», rivolto ai detenuti di tutte le carceri e i luoghi di pena minorili italiani.

A Regina Coeli si è svolta la cerimonia di premiazione, dopo la presentazione dei 20 finalisti adulti e dei 6 minorenni (su 500 partecipanti), i cui lavori sono raccolti in un volume edito da Rai Eri col titolo complessivo «Il giardino di cemento armato», derivato dall'opera «Zero giorni» di Unknown (tutor Alessandro D'Alatri), vincitore del primo premio minori, dei quali si conosce solo lo pseudonimo. Rai Fiction ha annunciato che realizzerà un cortometraggio ispirato ai migliori racconti finalisti con attori come Luca Argentero e Francesco Montanari.

«Più che tutore mi son sentito un complice di evasione» ha dichiarato Erri De Luca, ricordando che, «per chi è a tu per tu con la propria scrittura, non esiste più nulla attorno, non ci sono più muri o altro» e l'evasione è ben riuscita, visto che il suo assistito, Salvatore Saitto, ha vinto il primo premio col racconto «Così mi nasceva la solitudine».

Questi ha ringraziato tutti, a cominciare dai suoi compagni di pena con cui dice di «condividere una cicatrice sul cuore che non ci lascerà mai più», e ha colto l'occasione per chiedere pubblicamente la rimozione delle "gelosie", le lastre di metallo che tolgono luce alle finestre del terzo braccio di Regina Coeli.

Seconda classificata Agnese Costagli, tutor Valeria Parrella, col racconto «Fuori» su tre giorni di permesso a casa alla vigilia di Natale, in cui si fa tutti i conti col dolore e il senso della detenzione. Terzi a pari merito, Corvus, tutor Giancarlo De Cataldo, con «Maschere dell'indifferenza» fredda, impietosa osservazione di un compagno di pena, e Cosimo Rega, tutor Carlo Lucarelli, con «Il ragazzo col cappotto», incontro con un compagno di carcere con disturbi psichiatrici.

Tra i minori, secondo si è classificato Chuck, tutor Cinzia Tani, con «Il prezzo della libertà», ostile

incontro in carcere con un coetaneo somalo, finchè questi rivela un suo terribile segreto e nasce un'amicizia. Terzo, Gabriel, tutor Carlo Verdone, con «(non) ho paura», storia d'infanzia rubata.

Due infine i vincitori per la nuova sezione poesia: Reda King 89 per gli adulti con i versi «La storia di

Reda King», e Josciua Algeri con «Non ho paura dell'inferno». Una donna analizza come comincia il male, in famiglia, passando dall'amore all'odio; un killer racconta la sua storia sconvolgente arrivando così a imparare a piangere; E adesso! in prigione il punto esclamativo pian piano diventa interrogativo; un arabo racconta come le prime vittime di tutte le guerre siano donne e bambini; un albanese rivive la drammatica fuga dal suo paese, da ragazzo; Mohammed racconta di scontare le proprie

colpe, ma anche quelle della vita, del suo essere immigrato.

Sono tanti e diversi i temi di questi racconti, che, come ha sottolineato Vanzina, «paiono arrivare da molto lontano, da quel buco nero che è il carcere, e invece scopriamo che ci riguardano e al cui fondo si avverte comunque una sofferta nota di verità». Mentre la madrina del premio, Dacia Maraini, ha notato come queste persone «che avevano l'azione come unica interazione col mondo, nell'inazione forzata si rivolgono al pensiero, aprono la porta dell'immaginazione e riflettono su se stessi e il proprio passato, in modo doloroso ma fruttifero».

Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, il vice capo dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Luigi Pagano (« questa è un'occasione per dimostrare che teniamo alla trasparenza delle carceri»), il capo dipartimento della giustizia minorile Palma Guarnier («la scrittura e la cultura come strumento per tornare davvero a essere liberi»), il direttore di Regina Coeli Silvana Sergi («col premio abbiamo trasformato un luogo di detenzione in un luogo di relazione»), la presidente della Rai Anna Maria Tarantola («Il servizio pubblico deve accompagnare un percorso di questo

tipo»).

Calorosissimi gli applausi di tanti detenuti presenti ai loro compagni saliti sul palco, mentre Pecora

sottolineava come «si fosse creato un ponte tra noi, tra l'esterno e questi luoghi, con la speranza che lo

possano percorre tutti per uscirne».

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