L'amore ai tempi della noia: esce il nuovo romanzo di Paulo Coelho sul mondo delle emozioni femminili

Sabato 7 Giugno 2014 di Paulo Coelho
L'amore ai tempi della noia: esce il nuovo romanzo di Paulo Coelho sul mondo delle emozioni femminili

Ogni mattina, quando apro gli occhi su quello che chiamano un “nuovo giorno”, ho voglia di richiuderli e di non alzarmi dal letto. Eppure devo farlo.

Ho un marito meraviglioso, perdutamente innamorato di me, titolare di un ragguardevole fondo di investimenti; ogni anno – seppure non lo desideri – il suo nome compare nell’elenco delle trecento persone più ricche della Svizzera, stilato dalla rivista “Bilan”. Sono madre di due figli che, come dicono le mie amiche, rappresentano la mia “ragione di vita”. La mattina presto, devo preparare la colazione e accompagnarli a scuola, a cinque minuti di strada a piedi da casa. Frequentano a tempo pieno, e ciò mi consente di lavorare e di disporre del mio tempo. Dopo le lezioni, una tata filippina si occupa di loro fino a quando mio marito e io non rincasiamo. Il mio lavoro mi piace. Sono una giornalista piuttosto nota di una testata importante che si può trovare ovunque a Ginevra, la città in cui abitiamo.

Una volta all’anno, vado in vacanza con la famiglia, perlopiù in località da sogno con spiagge meravigliose e in città “esotiche”, la cui popolazione povera ci fa sentire ancora più ricchi, privilegiati e grati per le benedizioni che la vita ci ha concesso.

Non mi sono ancora presentata. Molto piacere: il mio nome è Linda. Ho trentun anni, sono alta un metro e settantacinque e peso sessantotto chili; ogni giorno, mi vesto con gli abiti più belli e raffinati che il denaro possa comprare – grazie alla generosità di mio marito. Gli uomini mi desiderano, le donne mi invidiano.

L’ANSIA

Eppure, ogni mattina, quando apro gli occhi su questo mondo ideale che tutti sognano e pochi riescono a conquistare, so che la giornata sarà disastrosa. Fino all’inizio di quest’anno, non mettevo in discussione niente: mi limitavo a condurre la mia vita, sebbene di tanto in tanto mi sentissi in colpa per il fatto di avere più di quanto meritassi. Poi, un giorno, mentre preparavo la colazione per la mia famiglia felice – ricordo che era appena iniziata la primavera e nel nostro giardino cominciavano a sbocciare i fiori –, mi sono chiesta: “Allora, è così?”

Una domanda che non avrei dovuto farmi. In qualche modo, scaturiva dall’affermazione di uno scrittore che avevo intervistato il giorno precedente, il quale, a un certo punto, mi aveva confidato: “Non mi interessa essere felice. Preferisco vivere nell’innamoramento, anche se sono consapevole di quanto possa essere pericoloso, poiché si ignora sempre ciò a cui si va incontro.” Subito ho pensato: “Pover’uomo. È perennemente insoddisfatto. Morirà triste e amareggiato”. L’indomani mi sono resa conto che io non correvo nessun rischio, poiché sapevo sempre a cosa andavo incontro, ogni giorno era perfettamente uguale al precedente. Ero innamorata? Be’, sì. Io amo mio marito: e questo mi garantisce che non cadrò in depressione per il fatto di essere costretta a vivere con lui soltanto per motivi economici, per amore dei miei figli o per preservare le apparenze.

Abito nel paese più sicuro del mondo, e nella mia vita l’ordine regna sovrano: sono una buona madre e una moglie comprensiva. Ho ricevuto un’educazione protestante molto rigida, che intendo trasmettere ai miei figli. Presto una grande attenzione a non compiere passi falsi, poiché sono consapevole che potrei rovinare tutto. Mi impegno con solerzia in ogni mia attività, cercando di evitare coinvolgimenti personali. Da ragazza, ho sofferto per amori non corrisposti, com’è accaduto a qualsiasi altra persona di questo mondo.

Poi, da quando mi sono sposata, il mio tempo personale e intimo si è fermato. Fino al giorno in cui mi sono imbattuta in quel maledetto scrittore e nella sua risposta. Ma… che cosa c’è di sbagliato nella routine della quotidianità? A essere sincera, proprio niente. Solo…

… Solo il terrore segreto che tutto cambi all’improvviso, cogliendomi alla sprovvista. Dal mattino in cui questo pensiero nefasto si è formato nella mia mente, ho cominciato ad aver paura.

.....

Semplicemente, la notte mi fa paura. E il giorno non suscita in me alcun entusiasmo. Ritornano le immagini felici del passato, le situazioni che avrebbero potuto essere, ma non si sono realizzate. Il desiderio di avventura mai tramutato in scelte. Il terrore di ignorare il destino dei miei figli. E, a quel punto, i pensieri vorticano intorno a presagi negativi, sempre i medesimi, come se il demonio che mi spia da un angolo della stanza da bagno si preparasse a balzarmi addosso, a gridarmi che quella che io chiamo “felicità” è solo uno stato passeggero, che non può durare a lungo. Dovrei saperlo, no?

LE EMOZIONI

Voglio cambiare. Ho bisogno di cambiare. Oggi, in redazione, mi sono mostrata più irritabile del solito, soltanto perché uno stagista ha tardato a recuperare il materiale che gli avevo chiesto. Io non sono così, ma sto gradualmente perdendo il contatto con me stessa. Incolpare quello scrittore e l’intervista è una sciocchezza. È accaduto mesi fa. Lui ha solo liberato il cratere di un vulcano che può scatenarsi in qualsiasi momento seminando morte e distruzione.

...

L’INCONTRO

Prima di recarmi in redazione, devo intervistare Jacob, il mio vecchio fidanzatino. Ma neppure questo mi stimola – sto davvero perdendo ogni interesse per la vita. Mi fornisce delle informazioni che non ho chiesto sui programmi del governo. Gli pongo alcune domande con l’intenzione di metterlo in difficoltà, ma lui si barcamena con eleganza. Ha un anno meno di me, quindi dovrebbe avere trent’anni, anche se ne dimostra trentacinque. È una considerazione che taccio, com’è naturale. Ovviamente mi ha fatto piacere rivederlo, per quanto sinora non mi abbia chiesto cosa ne sia stato della mia vita da quando, dopo la maturità, ognuno ha preso la propria strada. È concentrato su se stesso, sulla carriera, sul futuro, mentre io sono stupidamente attaccata al passato, come se fossi ancora un’adolescente che, nonostante l’apparecchio per i denti, è invidiata dalle compagne.

....

“Perché non ci vediamo più tardi, dopo il lavoro?” Gli spiego che devo andare a prendere i miei figli a scuola. Penso che abbia notato l’enorme vera d’oro al mio dito e abbia pensato: ‘Be’, quel che è stato, è stato.’ “Ah, certo. Allora che ne dici di pranzare insieme, uno di questi giorni?” Accetto. Anche se so di sbagliarmi spesso, mi dico: ‘Forse ha qualcosa di veramente importante da rivelarmi: un segreto di stato, una notizia che cambierà la politica nazionale e mi procurerà un’enorme considerazione presso il direttore del giornale.’ Lui si alza, si avvicina alla porta e la chiude a chiave. Poi torna verso di me e mi bacia. Ricambio quel bacio: è passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo baciati. Jacob, che forse un giorno potrei aver amato, adesso è sposato con una docente universitaria. E io sono la moglie di un finanziere, ricco ma gran lavoratore, e ho una famiglia. Potrei respingerlo, dicendo che non siamo più due ragazzini, ma Jacob mi attrae. Non solo ho scoperto un nuovo ristorante giapponese, ma sto anche facendo una cosa terribilmente sbagliata. Sono riuscita a trasgredire le regole, e il mondo non mi è crollato addosso! Da tempo, non ero così felice.

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