A tu per tu con Glenn Cooper: «Vi svelo la ricetta del perfetto best-seller»

Venerdì 26 Settembre 2014 di Nicole Cavazzuti

Il re dei bestseller è tornato. Archeologo, sceneggiatore e produttore cinematografico, l’americano Glenn Cooper, 2 milioni di copie vendute solo in Italia, ha appena mandato in libreria la sua ottava fatica, Dannati (Editrice Nord), avventura incentrata sulla scomparsa della dottoressa Emily Loughty, catapultata all’inferno durante un audace esperimento di fisica delle particelle. A cercarla sarà il suo uomo, John Camp, pronto ad affrontare un mondo sconosciuto e pieno di pericoli per riportarla a casa. Ecco cosa ci ha raccontato a Milano, in attesa di vederlo a Roma sabato 27 settembre alle 12 alla Libreria Nuova Europa (Centro Commerciali i Granai).

Cosa rende seducente da un punto di vista letterario l’inferno e i dannati?

«Personalmente, mi ha sempre interessato il rapporto tra fede e scienza e lo scontro tra bene e male».

Quali sono state le sue fonti d’ispirazione?

«Tutti gli scrittori che hanno affrontato il tema della lotta tra bene e male e, in particolare, Dante. La differenza principale, però, è che la mia concezione dell’Inferno è laica, mentre quella di Dante era legata alla religiosità del medioevo».

Qual è la maggiore soddisfazione per lei, dopo aver raccontato tante storie?

«Quando scrivo mi isolo. Terminato il libro, ho bisogno di recuperare i rapporti sociali. Adoro, per esempio, parlare con i miei lettori, sia dal vivo che sui social media».

L'hanno definita come uno straordinario caso di self-made man per la sua versatilità e capacità di rinnovarsi. Come interagisce il marketing nella sua pratica di scrittore?

«Diciamolo chiaramente: oggi, se vuoi vendere libri, non puoi limitarti a scrivere. E’ fondamentale partecipare al processo di marketing e promozione del proprio lavoro».

Esiste una ricetta per un perfetto best-seller?

«Assolutamente sì: dosare in modo corretto la suspense; avere la capacità di aprire una finestra su mondi sconosciuti; cercare l'originalità e puntare su personaggi a tutto tondo».

A proposito, che cosa risponde a chi la critica per essere troppo superficiale nella descrizione psicologica dei suoi personaggi?

«Non sono d’accordo. Sono specializzato in thriller: il mio pubblico si annoierebbe se mi soffermassi troppo sull’analisi psicologica dei personaggi. Detto questo, ritengo che siano sempre ben delineati e sfaccettati».

Prossimi progetti?

«Ho intenzione di costruire una saga intorno ai Dannati. Sono già all’opera sul prossimo episodio».

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 09:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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