ROMA

Ciak si gira, ma con lo smartphone

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Valeria Arnaldi

«Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva», diceva ai suoi studenti Robin Williams nei panni del professor John Keating, protagonista del film cult L'attimo fuggente. Sono passati trent'anni da allora e, oggi, a cercare angolazioni differenti è proprio il cinema. Ad appassionare sempre più giovani - e non solo - film-maker, ma anche spettatori curiosi, sono cortometraggi con riprese video esclusivamente verticali, come quelle degli smartphone. Il trend è evidente. Basta guardare ai numeri della seconda edizione di Vertical Movie Festival, il primo festival dell'audiovisivo girato nel formato verticale, per misurare il fenomeno. «L'anno scorso abbiamo ricevuto circa 200 opere - racconta Salvatore Marino, ideatore e direttore della rassegna prodotta da Maurizio Ninfa - quest'anno sono state quasi 1200 provenienti da 105 paesi di cinque continenti diversi. Sono arrivate ventidue serie. È cresciuta tantissimo, inoltre, la partecipazione femminile».
 

 

Da una ricerca condotta dallo stesso Marino su oltre 45mila filmati dal web è emerso che più del 70% dei video on line è verticale. L'audiovisivo di questo tipo conquista anche nomi noti. Sono stati in tanti, ieri, a prendere parte alla presentazione delle tre giornate nel regno dell'arte contemporanea, in via Nizza, che dal 10 al 12 ottobre ospiterà la rassegna. Tra i primi ad arrivare, Myriam Catania, che, con Marino, condurrà la tre giorni. Presente pure Gabriella Carlucci: «Mi impegno da anni per la promozione internazionale del giovane cinema italiano». In sala, Marco Capretti, che poi sarà uno degli ospiti speciali sul palco, come Andrea Perroni.
E ancora, Paola Tiziana Cruciani e Roberto Corradi, protagonisti della serie verticale Frigobar. Non è mancato Enio Drovandi - tra i tanti ruoli, il fotografo Cecco in Sapore di mare e il barista Totip nella serie I ragazzi della 3 C - qui invece nella serie, anche questa ovviamente verticale, La scelta di Mirko Alivernini. Poi, Steve Della Casa, presidente della giuria composta da Roberto Nepote, Federico Moccia, Roberto Bosatra, Gianni Mammolotti, nonché lo youtuber Capedit, uno dei primi a parlare del verticale, Marco Spoletini, Stefano Reali, Fabio Frizzi. Senza dimenticare Antonio Tallura, Alberto Molinari, Marco D'Ottavio, Frederik Penot, Alessandro De Angelis, Eugenio Cappuccio. Alla presentazione pure Carl Haber che terrà una masterclass sul lavoro del regista, Francesco Colangelo e Luca D'Ascanio di Artisti 7607 che sostiene il festival sin dalla prima edizione. Il fenomeno interessa più ambiti e contesti. «Stiamo facendo scouting per gli autori - annuncia Marino - per girare in verticale bisogna avere storie pensate in verticale». «Qualunque cosa si dica in giro - proseguiva Robin Williams - parole e idee possono cambiare il mondo». Anche ripensarne il senso.
 

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