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Sgarbi a Palazzo Ferrajoli per il vernissage a favore dell’Ospedale Bambino Gesù

Domenica 12 Luglio 2020 di Lucilla Quaglia
Sgarbi a Palazzo Ferrajoli per il vernissage a favore dell’Ospedale Bambino Gesù

Arte e solidarietà. A Palazzo Ferrajoli Vittorio Sgarbi tra gli invitati d’eccezione della mostra di beneficenza a sostegno della Fondazione Bambino Gesù onlus, nata nel 2000 per incrementare lo sviluppo dell'ospedale pediatrico omonimo. 
L'evento artistico, incastonato lungo un’antica fuga di saloni che lascia senza fiato, intende sensibilizzare tutti coloro che possono dare un aiuto economico ad una struttura considerata punto di riferimento nazionale e internazionale. Voluto e organizzato da Massimiliano Metalli con la direzione artistica di Sabina Fattibene, in outfit beige, il vernissage si intitola “Effetti Simbiotici di Vita” ed è firmato dalla pittrice Stefania Chiaraluce, di Todi.
 

 

La creativa, in corto tubino scuro con tracolla bianca, propone 50 quadri, sparsi lungo le quattro sale del sontuosa dimora di piazza Colonna: ecco astratti, figurativi e polimaterici. Sgarbi apprezza in particolare gli astratti, per il critico intrecci di luce e fasci di colori che danno gioia all'animo. Negli astratti la mano è gestuale e mescola i colori con spatolate libere, senza schemi e regole, a briglia sciolta. 
Le opere proposte sono apprezzata inoltre dal marchese Giuseppe Ferrajoli, padrone di casa, dal principe Guglielmo Giovanelli Marconi e dall’artista Cristina Natale, in top bianco e oro. Ma anche da un folto pubblico di estimatori d'arte, imprenditori e professionisti (tutti con mascherina e distanziamento). Si resta colpiti dai paesaggi fantastici e misteriosi dove tutto è silenzio e solitudine e dalla cui composizione traspare un senso metafisico alla maniera di De Chirico e Picasso. 
Le opere più affascinanti sono i polimaterici: ovvero le immagini che prendono forma ed escono dalla tela, fuoriescono diventando come sculture.
In tali creazioni, si commenta tra le sale, vengono alla luce strumenti musicali, personaggi e vari oggetti, anche di uso comune. Questo liberare l'immagine fa pensare a quando Michelangelo Buonarroti vedeva già dentro il marmo la forma dell'opera d'arte: il suo lavoro era infatti togliere il superfluo che imprigionava la statua dandogli modo di entrare a fare parte del mondo. Brindisi al talento.

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