Tuttapposto, parata di vip per la prima a Roma del film di Costantino

Mercoledì 2 Ottobre 2019 di Roberta Marchetti
Con ironia si può parlare di tutto, anche di temi spinosi come il baronato universitario. La commedia è la lente d’ingrandimento attraverso cui Gianni Costantino, regista di “ Tuttapposto”, osserva il costume, i comportamenti e le credenze di quest’epoca, descrivendoli con leggerezza e puntualità nel suo secondo film, arrivato a 18 anni di distanza dall’esordio dietro la macchina da presa con “Ravanello Pallido”.

Ieri sera il cast al completo per la premiere al Cinema Adriano. Emozionato Roberto Lipari, arrivato con la fidanzata Manuela Drago, per il debutto sul grande schermo non solo nei panni del protagonista ma anche in quelli dello sceneggiatore, “senza spintarella” assicura scherzando con il pubblico sul red carpet, dove dopo di lui sfilano Luca Zingaretti, che intrerpreta suo padre - accompagnato dalla moglie Luisa Ranieri, bellissima in un tailleur nero -, Ninni Bruschetta, Simona Di Bella, Francesco Russo, Carlo Calderone e i giovanissimi Aurelio D’Amore e Greta D’Antonio.

Il foyer è un via vai di volti noti. Non potevano mancare Ficarra e Picone, palermitani doc come il protagonista - lanciato nel 2016 dal talent ‘Eccezionale veramente’, in onda su La7 - e altri comici che non hanno bisogno di presentazioni come il duo Nuzzo e Di Biase, Dado e Aldo Baglio con la scoppola di ordinanza. Presenti anche i Negramaro, quasi al completo, con Giuliano Sangiorgi, Andrea De Rocco e Lele Spedicato inseparabile dalla moglie Clio Evans, poi ancora il cantante Diodato, l’attrice Roberta Mattei con il fidanzato, Janet De Nardis, la giornalista Laura Delli Colli e nel parterre ecco spuntare anche Giampaolo Letta e sua moglie Rossana. Photocall di rito, selfie con i fan, saluti e inevitabili battute tra professionisti della risata, poi tutti in sala per la proiezione.

“Tuttapposto” è la storia di Roberto, studente di un ateneo siciliano - figlio del magnifico Rettore - dove i docenti sono soliti vendere esami e assumere solo amici e parenti. Stanco di essere asservito al potere del baronato, Lipari decide di andare contro la sua stessa famiglia e combattere questo modus operandi realizzando un’App che valuta il lavoro dei professori, costringendoli così a comportarsi onestamente e conferendo di fatto il vero potere agli studenti. Un film sul malcostume che vede nella raccomandazione, più che nella meritocrazia, la vera chiave di svolta nella società di oggi ma che dimostra anche come tutto può cambiare. Le cattive abitudini dei vertici, per quanto radicate, non è detto che non possano essere scardinate. E con una sana risata ci si riesce meglio.
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