L'arte ritrovata, ai Musei Capitolini i capolavori trafugati e recuperati

Venerdì 7 Giugno 2019 di Laura Larcan​

Scavi clandestini, furti rocamboleschi, mercanti senza scrupoli, collezionisti ambiziosi: trame degne di romanzi thriller. Il leitmotiv è quello dell’arte, dei capolavori, dei pezzi unici, precipitati loro malgrado nelle maglie del business dell’illegalità. È questo il cuore della piccola grande mostra L’arte ritrovata inaugurata ieri ai Musei Capitolini per celebrare l’impegno lungo mezzo secolo dell’Arma dei Carabinieri nel recupero e salvaguardia del patrimonio dall’archeologia al Barocco. Protagonista, allora, una selezione di opere sequestrate e ora custodite tra depositi museali e sedi d’origine.
 

 

Ogni pezzo è un capitolo di storia, in un percorso emozionante organizzato dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore. Ecco i dipinti rubati nel 1999 proprio dalle collezioni dei Musei Capitolini come il San Giovanni Battista del Guercino. Splendida la preziosa scultura di Artemide di età augustea, oggetto di scavo clandestino nell’area di Caserta e recuperata quando stava per essere trasportata all’estero per essere venduta a un noto museo. E ancora, come sottolinea la curatrice Daniela Porro, gli affreschi strappati da una villa romana di Pompei, vasi e bronzi di rara bellezza frutto di scavi clandestini in Puglia, Sicilia ed Etruria. Storie nella storia. 

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