Alla prima di Jojo Rabbit folla di amici e vip, quando l'ironia fa la Storia

Martedì 14 Gennaio 2020 di Lucilla Quaglia
Andrea Cirillo con Ilaria Teolis
 
Una pellicola con cui riflettere e per non dimenticare. Si tratta di “Jojo Rabbit“, di Taika Waititi, candidato a ben sei premi Oscar, tra cui quello di Scarlett Johansson, proiettato ieri sera al cinema di via delle Quattro Fontane ad un pubblico d’eccezione. Sfilano personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, influencer e cinefili. Tra ragazze vestite anni Trenta, e poltroncine damascate rosse, arriva Laura Delli Colli, presidente Fondazione Cinema per Roma. La segue il regista Mario Sesti. E’ il turno del press agent Saverio Ferragina, di Fiamma Satta e della scrittrice Cinzia Leone, in calda giacca arancione. Appare l’influencer Ilaria Teolis, altissima, con Andrea Cirillo. Cattura sguardi di ammirazione l’attrice Chiara Baschetti, in tuta di leggero velluto nero, nel cast de ”L’isola di Pietro”. Raggiungono i loro posti il regista Giuseppe Stasi con la moglie Susanna. Sorriso smagliante per Elisa Visari, vista in “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, e in tanti altri film. E fanno il loro ingresso i simpaticissimi Lorenzo Tiberia e Andrea Venditti degli Actual, molto a loro agio tra poltroncine e sedie. Chiodo nero per Roberto Ciufoli, senza la numerosa famiglia al seguito. Pelliccia bianca per la quindicenne Asia Busciantella, avvistata nella fiction “Collegio 4”, con mamma al seguito per sicurezza. Parla al cellulare il giornalista David Parenzo. In sala si riconoscono Mario Venezia e Ariela Piattelli, rispettivamente presidente e consulente per il cinema della Fondazione Museo della Shoah.
«Ci terrei a sottolineare - dice Venezia - l’importante contributo offerto dal cinema in occasione di tematiche importanti come quella trattata dal movie, che é una commedia nera sul nazismo, anche in vista dell’imminente celebrazione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio». E finalmente si fa buio per seguire l’interessante storia. Il giovanissimo Jojo Betzler a 10 anni non riesce a relazionarsi con i suoi coetanei. Sempre impacciato, viene appunto chiamato Jojo Rabbit - coniglio - per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che gli sembra sempre ostile, Jojo si rivolge allora al suo amico immaginario che ha il volto di Adolf Hitler, interpretato dallo stesso regista. Ma il giovanissimo comincia a porsi molte domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre nasconde in soffitta Elsa, una ragazza ebrea. Tra Jojo e Elsa nasce un'amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Lunghi applausi a fine spettacolo. E la memoria resta inossidabile.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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