Sanremo, Vessicchio in forse per il Covid. La storia dei maestri del Festival: da Vince Tempera a De Amicis

Il maestro Beppe Vessicchio
di Leonardo Jattarelli
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Sabato 29 Gennaio 2022, 16:08

Il direttore d'orchestra al Festival di Sanremo è sempre stato una figura centrale, e non solo dal punto di vista musicale. Con la bacchetta e ora con bacchetta cuffie e strambe pettinature o abiti eccentrici, i maestri dell'Ariston hanno sempre fatto parlare di sè perché in qualche modo, anche loro come i cantanti stessi, rappresentano la storia del Festival della canzone italiana, da Grazie dei Fiori ad oggi. Gli artisti stessi, nel tempo, hanno sempre lavorato a stretto contatto con i direttori affidando loro "il" brano, l'unico, che ogni anno deve esplodere sul palco per sbaragliare la concorrenza. I duetti spesso si sono creati anche con i coduttori della kermesse, basti pensare al rapporto dei maestri d'orchestra con Pippo Baudo piuttosto che con Mike Bongiorno e ora con Amadeus.

Sanremo 2022, Beppe Vessicchio positivo al Covid: «Sono a casa senza grandi sintomi»

Tra le figure di spicco, ormai divenuto personaggio nazionale (in una delle ultime votazioni per il prossimo Presidente della Repubblica più volte è stato estratto il suo nome al posto della scheda bianca) c'è indubbiamente Beppe Vessicchio che quest'anno però rischia di saltare il festival perchè positivo al Covid-19.  «Sono a casa positivo. Ho dovuto mandare un sostituto a fare le prove con Le Vibrazioni. Spero entro lunedì di riacquisire la libertà e poter raggiungere Sanremo in tempo per il Festival». Così ha rivelato il maestro «positivo al Covid da diversi giorni, senza grandi sintomi». «Ho ancora un pò di raucedine e quindi voglio aspettare a fare il tampone ancora un paio di giorni. Non voglio rischiare di risultare ancora positivo», ha aggiunto. Mentre ad allietare la sua quarantena ci sono, come detto, i voti e le preferenze di chi lo candida ironicamente al Quirinale: qualcuno lo ha votato in uno dei primi quattro scrutini ed anche Alexa, l’assistente personale di Amazon, a chi gli chiede di scegliere un presidente della Repubblica risponde con il nome del direttore d’orchestra più popolare d’Italia. «L’ho saputo - ha reagito lui - mi fa molto ridere. Ma la prima a candidarmi è stata Luciana Littizzetto, che dice sempre che metterei d’accordo tutti e che sto bene anche sulle banconote per la mia somiglianza con il Giuseppe Verdi ritratto sulle mille lire», aggiunge. Poi tornando alla preparazione del Festival, ammette: «Quest’anno con la enorme diffusione del virus è forse ancora più complesso dell’anno scorso. Hanno avuto già diversi casi nell’orchestra e nel coro. E nel coro, che prova e si esibisce naturalmente senza mascherina, questo vuole dire ogni volta far stare a casa tutti per diversi giorni e convocare altri. Ci vuole grande pazienza. Ma io sono fiducioso», conclude. 

Tra gli altri ormai celebri direttori d'orchestra della storia del festival, non può mancare il nome di Vince Tempera. Settantacinque anni, ha attraversato il rock negli anni Settanta con band come i Pleasure Machine e Il Volo, è stato tra i protagonisti della stagione d’oro della canzone d’autore, ha lavorato con Lucio Battisti e con Mina, ha arrangiato brani per Loredana Bertè, Marcella Bella e Giuni Russo. Ma, soprattutto, per anni Tempera è salito appunto sul podio del teatro Ariston per dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo.
«Ho cominciato come direttore d’orchestra al Festival di sanremo nel 1969 - racconta in una intervista  - quando diressi Zingara per Iva Zanicchi, che quell’anno vinse, e anche Non sarà un’avventura per Wilson Picket. Negli anni ho diretto l’orchestra tante volte, per Rocky Roberts, per i Giganti, per i Nomadi, per tanti altri. Per molti di loro avevo anche curato gli arrangiamenti dei dischi». Vice Tempera l’ultima volta che ha diretto a Sanremo è stata nel 2016 per Francesco Gabbani con Amen.

Altro nome di spicco, quello di Leonardo De Amicis che racconta: «Il direttore d’orchestra è sempre un ruolo in cui ci vuole molta passione e concentrazione. Gestire un’intera orchestra non è cosa da tutti e chi ci riesce resta per sempre nella storia culturale del proprio paese».
De Amicis è un volto noto anche della televisione italiana dato che, specialmente in Rai, è molto considerato. Tanti programmi hanno avuto la sua direzione da The Voice of Italy, per ben 3 edizioni fino a Gianni Morandi Live in Arena trasmesso poi su canale 5. Nell’ultimo anno è stato direttore musicale per la settantesima edizione del Festival di Sanremo con Amadeus che svolgeva il direttore artistico e il conduttore.
Un grande evento a suo nome è stato nel 2000. Il momento è arrivato quando è stato scelto come compositore, direttore e produttore del disco di Giovanni Paolo II. Nel periodo del Giubileo ha diretto l’orchestra in tanti eventi in cui si è avuto il suo massimo nello spettacolo della giornata mondiale della gioventù.

Un caso a parte, quello di  Beatrice Venezi, la più giovane direttrice d’orchestra italiana che si è presentata come ospite nella scorsa edizione del festival facendo molto discutere i social per uno scambio di battute con Amadeus. Già in giuria ad AmaSanremo, ha calcato il palco dell’Ariston per la finale delle Nuove proposte e ha premiato il vincitore. Nell’accoglierla, Amadeus aveva sottolineato che la direttrice ci tiene molto a essere chiamata “direttore” perché, secondo lei, quello è il nome specifico per indicare il suo mestiere. «Mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo» aveva concluso. Poche parole che, però, sono bastate ad accendere il dibattito. 

Infine, tra i tanti nomi di maestri d'orchestra, c'è quello dell'eccentrico Enrico Melozzi. Il direttore, violoncellista, compositore teramano non mancherà neanche alla 72esima edizione del Festival dove dirigerà Giusy Ferreri, Ana Mena, il duo Highsnob e Hu e i Maneskin, super ospiti della prima serata «Arrangiamenti corposi, versioni sinfoniche e qualche sorpresa scenica - ha detto lui - . E chissà se vi piaceranno i miei look!».

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