Quei cocktail dal sapore esotico, alla scoperta delle nuove “rotte” del gusto

Lunedì 9 Luglio 2018 di di Valeria Arnaldi
Giappone, Brasile, Perù. Sono vere proprie “rotte” di gusto quelle proposte nei cocktail romani dell’estate per regalare la suggestione di una vacanza nel bicchiere a chi rimane in città. Questione di luoghi che ispirano e, ovviamente, di momenti e occasioni. È un mappamondo di sentori e sapori quello ideato da Emanuele Broccatelli, in via Claudia, bistrot dove la filosofia del “Terroir” è condivisa dallo chef Fabio Pecelli. Tra le molte creazioni di Broccatelli, il Caffè Meravigliao, che ricorda il Brasile con latte di cocco, caffè, tapioca, ananas, passion fruit e Cachaca. Non mancano cocktail di ispirazioni nipponiche, statunitensi e, naturalmente, italiane. Guarda all’Equatore Aldo Nascimbeni, nel primo independent bar capitolino, in soft opening in via Crescenzio. Nella Carta signature di Nicolò Valentinetti, si va dal Perù con Pisco Sour, a base del distillato tipico del Paese, fino a Cuba, con il Celia Cruz, preparato con rum, sciroppo di orzata, liquore al bergamotto, angostura e succo di lime con un top di birra aggiunto prima di essere servito. La Moda Mexicana, con sauza oro, mezcal, sherry, bitters, e New York Sour, con Maker’s Mark, limone, zucchero e porto, sono alcuni degli house cocktail firmati dal barman Gianluca Storchi nell’indirizzo di gusto dello chef Pierluigi Gallo, in via Giulia, con ingresso in lungotevere dei Tebaldi. Ispirazione tropicale, da Gipsy woman a Woodoo Child, per Christopher Amadi, nel bistrot in largo Frisullo. Il mare è una delle “muse” e delle linee guida della Carta di cocktail griffata da Flavio Esposito, nel regno di Roberto Fantauzzi, in via di Villa Lauchli, che punta l’attenzione sui profumi per sollecitare immaginario e memoria, tra piatti preparati dallo chef Claudio Favale e cocktail appunto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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