Poeti e scrittori "al verde": i versi si leggono in giardino e nel parco

Mercoledì 19 Dicembre 2018 di Francesca Bellino
L’autunno è la stagione migliore per stupirsi di fronte allo spettacolo offerto delle foglie dorate del ginkgo biloba che, tremule e luccicanti, esibiscono la dinamicità della natura. Il bisogno di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, a contatto con le piante e lontani da smog e tecnologia, orienta i romani verso parchi e giardini che sempre più si riempiono di eventi culturali.

Per mostrare la trasformazione del paesaggio nel fluire delle stagioni e assecondare questo bisogno imperioso di natura e cultura, prosegue con successo l’iniziativa “ Poesia tra gli alberi” al Museo Orto Botanico, nata da un’idea di Terry Olivi con il contributo dell’artista Silvia Stucky, che, dopo aver celebrato estate e primavera, sabato scorso ha festeggiato lo spettacolo naturale dell’autunno con letture poetiche di Carlo Bordini, Claudio Damiani, Beppe Sebaste e incursioni di Rita Iacomino tra i sentieri alberati dalle chiome ingiallite.

Sotto la delicata pioggia delle foglie auree dei ginkgo biloba, il botanico Paco Donato, responsabile del giardino giapponese del museo, ha introdotto le letture con la storia dello “schinus contorto”, ricresciuto dopo la nevicata dell’85 abbracciando il gruppo storico di ginkgo biloba messo qui a dimora dal primo direttore dell’Orto Botanico, Romualdo Pirotta, nel 1883, anno di nascita del museo.

Il ginkgo biloba è una specie originaria della Cina orientale, è coltivata in Giappone ed è nota anche per le sue proprietà medicinali, ma la sua grande celebrità si lega al fascino che nei secoli hanno suscitato le sue foglie dorate a forma ventaglio in poeti e scrittori. Si narra che il 15 settembre 1815 Goethe regalò una foglia di ginkgo all’amata Marianne Willemer con una poesia in cui sottolineava i “sensi segreti” celati nel fogliame di questo albero secolare.
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