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Moana, 20 anni fa la scomparsa della pornostar diventata mito. E c'è chi la ritiene ancora in vita

Moana Pozzi
di Gloria Satta
3 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Settembre 2014, 13:11 - Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 17:22

Vent’anni fa, il 15 settembre 1994, Moana Pozzi moriva in un ospedale di Lione stroncata da un cancro al fegato. Aveva solo 33 anni e la notizia inaspettata travolse l’opinione pubblica che aveva imparato a conoscere, e in molti casi amare, la più famosa pornostar italiana al di fuori del suo ambiente hard.

Cresciuta in una famiglia borghese di Genova che le aveva dato il nome di un’isola delle Hawaii, educata dalle suore, intelligente e garbata, Moana aveva infatti sdoganato il mondo oscuro della pornografia partecipando come ospite “parlante” a trasmissioni tv e talk show, sfilando sulle passerelle di moda e ottenendo il rispetto di intellettuali del calibro di Biagi e Montanelli.

Quando non era sui set a luci rosse per girare film dai titoli inequivocabili (Super vogliose di maschi, Le calde labbra bagnate, Il castello del piacere, Mandingo Superstar...) si trasformava insomma in un personaggio “per famiglie” consacrato tra l’altro dall’irresistibile imitazione di Sabina Guzzanti. La gente ammirava la bellezza bon ton di quella star vietata ai minori, ascoltava le sue riflessioni pacate dimenticando il contenuto “impresentabile” dei suoi film e dei suoi spettacoli dal vivo.

COME ELVIS

Moana è stata un mito in vita e lo è diventata ancora di più dopo la morte. Com’è accaduto nel caso di Elvis, qualcuno (l’ex pornostar Eva Henger, ad esempio, o il biografo Brunetto Fantauzzi) vuol convincersi che sia ancora viva, nascosta magari su un’isola tropicale per dimenticare il suo passato costruito dal manager Riccardo Schicchi, l’inventore di Cicciolina ed ex marito della Henger, scomparso nel 2012.

Si è parlato a lungo di mistero e la Procura ha perfino aperto un’inchiesta. Già dieci anni fa l’esibizione del certificato di morte di Moana e le testimonianze raccolte nell’ospedale dove la diva chiuse gli occhi avrebbero dovuto stroncare ogni illazione. Ma la leggenda non si è spenta nemmeno quando il vedovo di Moana, l’ex istruttore sub Antonio Di Ciesco sposato in segreto a Las Vegas nel 1991, rivelò di aver aiutato la moglie a morire, scatenando per questo polemiche e finendo sotto processo.

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