Streetwear e sneakers in mostra a Kickit, la fiera dello stile urbano

Lunedì 24 Settembre 2018 di Alessandro Di Liegro
Kickit, la fiera dello Streetwear (foto Davide Fracassi/Ag. Toiati)

«Lasciami divertire almeno oggi». Look total black con tanto di cappellino e occhiali da sole, girando tra i banchetti di Kickit, la fiera romana dello streetwear, Christian De Sica guarda i prodotti in esposizione, prova le felpe all'ultima moda e tratta il prezzo con i giovanissimi venditori. La presenza dell'attore romano non è l'unica sorpresa nella grande sala dell'Atlantico Live, di solito uso a concerti, ma che ieri è diventato il centro del mondo per migliaia di giovani – e giovanissimi – amanti della moda “street”, di sneakers, tute, felpe e abbigliamento alla moda. Già all'apertura dei cancelli, alle 11 del mattino, la folla era consistente, nonostante il sole e la lunga attesa, a fine giornata si conteranno oltre 5000 presenze: «Solo per limiti di legge. Già ora ce ne sono 3000, c'è una fila lunghissima fuori e probabilmente alcuni non riusciranno a entrare» dice l'organizzatore dell'evento, Fabrizio Efrati, che sta esportando il format in tutta la penisola, visto il successo delle passate edizioni.
 

 

Ottanta gli espositori da tutto il mondo, una decina provenienti da Roma, c'è un barbiere («Il primo barber shop che ha al suo interno un negozio di abbigliamento» racconta Matteo, il fondatore del salone alla Montagnola), customizzatori di scarpe da ginnastica - come Graure ventitreenne romeno le cui creazioni sono indossate anche da Mauro Icardi - dj sul palco con musica “rigorosamente” hip hop e trap e, ovviamente, tanto abbigliamento streetwear, con pezzi unici, di marche di grande attrattività per i giovani.
Dalle scarpe di “Ritorno al Futuro”, dal valore di 4500 euro, a giubbini da 1200 euro, magliette da 350 euro e persino calzini da oltre 60 euro, per un giro di affari di oltre mezzo milione di euro in un solo giorno: «Essere genitori di un fan dello streetwear costa tanto – dicono Lorenzo e Simona Cubeddu, che hanno portato due figli entusiasti a vagare in cerca del “pezzo” preferito – anche noi abbiamo la passione delle sneakers e cerchiamo di accontentare i nostri ragazzi. Non spesso, ma si può fare». Si moltiplicano i flash per i selfie, specie con l'arrivo di Leonardo Bocci degli Actual, ma anche per la presenza di alcuni influencer di Instagram da oltre 130mila follower, come Franklin, che indossa uno straordinario mantello di finto ermellino, di Londra che sui social è “kingoftrainers”. Lo streetwear è anche un modo per guardare al futuro della vendita online, con i social che diventano un vero e proprio negozio virtuale come spiegano Rachid e Hanna, entrambi marocchini di base a Madrid, e Anjo e Jasmine, romani di origine filippina: «Compriamo alcuni oggetti e poi li fotografiamo e li mettiamo su Instagram. Da lì ci contattano e procediamo alla vendita. Niente depositi, abbiamo tutto a casa».

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