Sfilate e drink nelle biblioteche: la nuova tendenza

Lunedì 24 Settembre 2018 di Lucilla Quaglia
I film? Più rilassanti se visti in biblioteca. Sembra essere proprio questa una delle tendenza dei cinefili capitolini, molti dei quali trascorrono questo scorcio di bella stagione con le pellicole della rassegna “Estate in Biblioteca- il cinema legge il mondo”. L’intento è quello di far conoscere a tutti, senza limite di età o professione, i grandi film del Mediterraneo, spesso presentati ai festival, ma senza distribuzione. E la scelta è caduta sulle biblioteche comunali perché queste rappresentano il giusto modello di perfetta aggregazione culturale.
Del resto sono luoghi che ospitano anche sfilate, reading e happening si vario tipo. Non a caso gli appuntamenti con i movies, sempre affollatissimi, hanno registrato non solo il “sold out” ma anche la vivace partecipazione del pubblico con domande e risposte, all’interno delle conversazioni introduttive alla proiezione, insieme ad affermati critici cinematografici.
In questo, la formula dell’apericinema è risultata vincente: si offre un drink prima della discussione e si crea così un ottimo terreno per un happening conviviale. Tra le date più gettonate, quella della Biblioteca Goffredo Mameli, al Pigneto. Qui grande affluenza per l’apericinema con Mario Sesti che ha introdotto "La bella e le bestie: lungometraggio della regista tunisina Kaouther Ben Hania, ispirato ad un fatto di cronaca drammaticamente attuale perché denuncia un sistema violento e imprevedibile che segna tragicamente l’esistenza fisica e psicologica delle vittime. Un’altra dimostrazione che le periferie sono sempre più attente alle realtà culturali, è il successo delle giornate presso la Biblioteca Valle Aurelia che ha ospitato “Veleno”, di Diego Olivares, con l’introduzione di Giona Nazzaro.
E ancora l’incontro del 26 settembre con una serie di cortometraggi dal Mediterraneo.  La rassegna si concluderà il 27 settembre proprio presso la biblioteca di Rebibbia Terza Casa, con il pluripremiato film dei Manetti Bros, “Ammore e malavita”, con i ceneasti in prima fila. 
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