Saluti e abbracci: online 5.000 cartoline dell’Archivio storico del Touring Club Italiano, la storia del viaggio

Giovedì 21 Maggio 2020 di Francesca Nunberg

Baci e abbracci. Tanti saluti da Napoli, da Nizza, da Marina di Ravenna. Oppure la vacanza sintetizzata in micro caratteri illeggibili seguita dalle firme di tutti i membri della famiglia. Erano le cartoline, ricordo delle vacanze e di un’Italia che non c’è più. Cinquemila di questi meravigliosi “reperti” sono ora disponibili su www.google.com/culturalinstitute. Si tratta delle cartoline della collezione dell’Archivio storico del Touring Club Italiano che due anni fa è entrato a far parte di Google Arts & Culture, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online. La prima fase dei lavori ha portato alla digitalizzazione di 5.000 delle 30 mila cartoline dalla collezione storica del Tci.

“Viaggiate” e quindi spedite con saluti e pensieri sul retro, oppure intonse, le cartoline sono un materiale d’archivio affascinante, un ricordo di viaggio che veniva sempre scelto con attenzione fra i tanti soggetti disponibili perché a quella sola immagine formato 10x15 era affidato il compito di conservare tutta l’esperienza della vacanza o dell’estate. Questo primo lotto di digitalizzazioni è stato incentrato sulla sezione “Italia” con una selezione rappresentativa di tutte le regioni fra arte, monumenti, vedute e particolari.

Cosa possiamo vedere sulla piattaforma di Google?
«Da lunedì scorso, in occasione dell’International Museum Day abbiamo messo online cinquemila cartoline - spiega Fiorenza Frigoni, direttore dell’Archivio del Touring Club Italia - per presentare al pubblico questi materiali e far conoscere la storia di un’associazione non profit che, dal 1894, ha segnato la storia del turismo nel nostro Paese. Si possono vedere monumenti, paesaggi, a volte cose curiose come la cucina locale. Si tratta di lasciti e donazioni dei nostri soci, alcune cartoline scritte sono visibili anche sul retro. Poi ci sono altre immagini, come le tessere associative di inizio Novecento o le fotografie che ritraggono cartografi e redattori all’opera per realizzare i primi prodotti editoriali con cui partire alla scoperta dell’Italia».

Siete online anche altrove?
«Abbiamo la nostra piattaforma, Digitouring.it, realizzata con la Fondazione Cariplo, visto che noi siamo un’associazione privata non profit e non abbiamo la capacità economica di digitalizzare tutto. Lì si possono vedere 10 mila foto in bianco e nero, più tutte le riviste storiche dall’inizio del Novecento, come “Le vie d’Italia”, “Le vie del Mondo” e quelle pubblicazioni che hanno segnato la storia del nostro turismo».

Ma complessivamente l’Archivio del Touring quale patrimonio possiede?
«Abbiamo circa 700-800 mila documenti. Tra cui 350 mila foto in bianco e nero dalla fine dell’800 agli anni ‘70-‘80 del secolo scorso che documentano la storia e la cultura del viaggio in Italia. Ci sono paesaggi, punti di interesse, ma anche lo stabilimento dei panettoni Alemagna, le aziende di calzature, i forni del pane. E poi mappe, atlanti, riviste e oggetti, come le pietre litografiche che servivano per incidere gli elementi sulle carte per poi stamparle. O le cassette di pronto soccorso degli anni Venti che venivano sistemate lungo le strade per le biciclette e le prime auto. Una sorta di colonnine Sos dei giorni nostri».

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