TERREMOTO

Varrone Lab, il ministro Franceschini inaugura a Rieti il laboratorio del restauro dei capolavori scampati al terremoto

Lunedì 13 Gennaio 2020
Varrone Lab, il ministro Franceschini inaugura a Rieti il laboratorio del restauro dei capolavori scampati al terremoto
«Questo è un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che si può esportare anche in altre città». Lo ha detto il ministro di Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini, inaugurando, a Rieti, il  Varrone Lab, un laboratorio di restauro delle opere d'arte scampate al sisma del 2016 di Amatrice e Accumoli, promosso dalla Fondazione Varrone insieme alle tre Soprintendenze attive nel cratere.

Rieti, a Palazzo Dosi il laboratorio di restauro delle opere d’arte scampate al sisma, inaugurazione con il ministro Franceschini
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«Conosco il valore affettivo che lega le comunità alle proprie opere d'arte - ha aggiunto il ministro - ricordo l'apprensione dei sindaci, all'indomani del terremoto, nel vedere le opere portate nei depositi. Questo laboratorio di restauro, la mostra che seguirà spero che accelerino i tempi di restituzione».



Madonna di Cossito


Le opere oggetto di restauro sono 45 e dai mesi successivi al sisma erano custodite nel deposito interno alla Scuola Carabinieri Forestali di Cittaducale (Rieti). Si tratta di dipinti ad olio, a tempera su tela, statue e sculture in legno dorato, cera e tessuto che presentano diverse condizioni di conservazione. Alcune opere, in seguito al terremoto, hanno subito strappi e lacerazioni, e hanno dunque bisogno di interventi particolarmente incisivi. Per altre, che presentano un buono stato di conservazione, si procederà con operazioni di manutenzione e ripulitura.


Madonna del latte

VARRONE LAB - LA SCHEDA
Si chiama Varrone Lab il laboratorio che la Fondazione Varrone ha allestito a Palazzo Dosi per il restauro e la manutenzione di un importante pacchetto di opere d’arte recuperate ad Accumoli e Amatrice dopo il sisma del 2016. Un’operazione condotta in collaborazione e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.

Le opere oggetto di restauro sono 45 e dai mesi successivi al sisma sono custodite nel deposito interno alla Scuola Carabinieri Forestali di Cittaducale.

Si tratta di dipinti ad olio, a tempera su tela, statue e sculture in legno dorato, cera e tessuto che presentano diverse condizioni di conservazione: alcune opere hanno subito strappi, lacerazioni e sfondamenti a causa dei crolli, e quindi hanno bisogno di interventi particolarmente incisivi. Per altre, che presentano un buono stato di conservazione, si procederà con operazioni di manutenzione e ripulitura.

Tra i dipinti su tavola ricordiamo la Madonna in trono con Bambino del XIII secolo proveniente dalla frazione di Cossito, la Sacra famiglia con san Giovannino del 1527 di Cola dell’Amatrice, il trittico della Madonna del Latte proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Coste di Accumoli,

Tra i dipinti su tela oggetto di restauro figurano il Sant’Emidio con la città di Accumoli del XVIII secolo proveniente dalla chiesa di San Francesco di Accumoli, il Sant’Emidio con la città di Amatrice del XIX secolo proveniente dall’omonima chiesa di Poggio Vitellino e la Madonna del Rosario della prima metà del XVIII secolo proveniente dalla frazione di Pasciano.

Tra le statue figurano San Francesco e Santa Chiara in legno scolpito e dipinto a cavallo fra XVI e XVII secolo provenienti dalla chiesa di San Francesco di Amatrice, l’Immacolata concezione della seconda metà del XVII secolo custodita nel Museo Civico di Amatrice e la Madonna in trono con Bambino del XIV secolo proveniente dalla frazione di Poggio Vitellino.

Il lavoro di restauro è stato affidato alla restauratrice reatina Anna Paola Salvi, sotto la supervisione dell’ispettore Giuseppe Cassio.

Il laboratorio sarà subito operativo, dovendo garantire la disponibilità delle opere d’arte per la grande mostra sul patrimonio artistico di Amatrice e Accumoli salvato dal terremoto che verrà aperta in primavera a Palazzo Potenziani.

E’ allo studio la possibilità di consentire a scolaresche e gruppi la visita del laboratorio, per socializzare il lavoro di recupero di opere d’arte molto care alle comunità di appartenenza.



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