Turchia, a Gobekli Tepe si riscrive la storia dell’umanità: nuove scoperte attese dal sito di Karahan

Domenica 17 Novembre 2019 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
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Turchia, a Gobekli Tepe si riscrive la storia dell’umanità: nuove scoperte attese dal sito di Karahan

È in parte ancora sconosciuta al grande pubblico. Ma si tratta di una delle più grandi scoperte di tutti i tempi che retrodata di centinaia di anni la storia dell’umanità. A Roma all’Istituto culturale turco “Yunus Emre”, diretto da Sevim Aktas, è stata presentata da un illustre parterre di ospiti la scoperta del sito archeologico di Gobekli Tepe nella Turchia orientale. 

La prima a prendere la parola è stata la professoressa Zeynep Karahan Uslu, presidente della Fondazione Yildiz Sarayi che ha definito il sito un dono speciale: «La storia dell’umanità è segnata dai tentativi di dare un senso al mondo in cui viviamo e alla nostra esistenza. In tale tentativo, i percorsi misteriosi dell’arte e dell’archeologia spesso ci sorprendono con dei doni speciali. Uno di essi è l’ineguagliabile Gobekli Tepe, definito “il punto zero della Terra”, che ci catapulta in un viaggio indietro nella nostra storia di 12 mila anni e che si trova proprio nella mia città natale, Sanliurfa. Gobekli Tepe ci offre delle scoperte rivoluzionarie che contribuiscono a fare luce sul periodo di transizione dall’economia basata sulla raccolta e la caccia a un’economia basata sull’agricoltura e la vita sedentaria». E aggiunge: «Sanliurfa, che ospita questo gioiello, merita un’attenzione speciale anche per la sua ricchissima storia che abbraccia il periodo babilonese, l’età antica e le storie di vita di profeti come Abramo, Eliseo, Gesù e infine, la civiltà islamica. Come Fondazione Yildiz Sarayi, siamo impegnati nel rafforzare ancora di più le fondamenta dei ponti culturali tra l’Italia e la Turchia, e crediamo che come due Paesi uniti dal Mare Nostrum, ciò che ci accomuna sia molto più forte di ciò che ci separa. Speriamo con questo progetto di contribuire a conquistare i cuori, ad ascoltarci e a comprenderci meglio e a lasciarsi trasportare dalla forza vitale del dialogo interculturale». 
 

 

Un evento culturale realizzato in occasione dell’anno di Gobekli Tepe 2019 nell’ambito del progetto “Gobekli Tepe: la storia dell’umanità si riscrive”, durante il quale è stato ricordato che gli scavi effettuati dall’archeologo tedesco, il professore Klaus Schmidt dal 1995 al 2014 hanno permesso di portare alla luce il più antico esempio di complesso templare in pietra del mondo, la cui costruzione iniziò 11.600 anni fa, ben 7.000 anni prima delle Piramidi e che getta una luce nuova sulle antiche tradizioni che hanno originato il racconto biblico della Genesi. Inserito nella lista Unesco lo scorso anno, il sito archeologico di Göbekli Tepe si trova a circa 18 chilometri dalla città di Sanliurfa, nel sud est della Turchia. 

Per Ozgul Ozkan Yavuz, vice-ministro della Cultura e del turismo di Turchia, «il nostro ministero attribuisce molta importanza al riconoscimento dell’enorme patrimonio custodito nel nostro Paese ed è determinato a valorizzare e a rendere usufruibile anche i nostri beni archeologici. Con l’iscrizione di Gobekli Tepe nella lista Unesco, la Turchia attualmente ha 18 beni iscritti e numerosi nella lista propositiva, in attesa di conferma. La tutela della zona è una priorità per chi lavora al sito archeologico, ma il nostro obiettivo è anche quello di promozione del sito per renderlo fruibile alle persone perché possano comprenderne l’estrema bellezza e la forza rivoluzionaria della scoperta proiettando questa scoperta verso il futuro con le tante informazioni che potrà ancora rivelare sulla nostra storia. Gobekli Tepe è un bene prezioso per l’umanità. Inaugurato e aperto al pubblico a marzo di quest’anno dal presidente Erdogan, nei primi 6 mesi del 2019 quasi 180 mila sono stati i visitatori. Oltre a Gobekli Tepe, meritano una visita anche la città di Sanli Urfa e il suo museo archeologico, che oggi custodisce i tesori rinvenuto durante gli scavi, per una nuova e più ricca interpretazione della storia dell’umanità».

Ma la zona sembra destinata a rivelare nuove scoperte e lo anticipa un emozionato Zeynel Abidin Beyazgul, sindaco di Sanliurfa che ha annunciato che sono attesi risultati ancora più antichi nei nuovi scavi in corso vicino a Gobekli, presso il sito Karahan Tepe scavato da Necmi Karul. «Roma è una città in cui si respira la storia, dove i visitatori possono vedere quello che leggono nelle pagine dei libri di storia. Sanliurfa offre la possibilità di capire ciò che non è ancora scritto, ma che una volta capito e interpretato correttamente, potrà rivoluzionare le conoscenze precedenti e portarci a nuove e affascinanti narrazioni sulla storia dell’intera umanità. Ovviamente Sanliurfa, l’antica Edessa, città dell’acqua, non è solo Gobekli Tepe, ma è anche la città del luogo sacro Balikli Gol, del Castello di Urfa e di Harran. Quanto al suo patrimonio archeologico, ripeto le parole di Klaus Schmidt, che diceva che non avremmo finito di portare tutto alla luce neanche se scavassimo instancabilmente per molti secoli ancora».
 
Ad illustrare il sito e l’importanza di questi scavi che stanno cambiando la prospettiva dell’archeologia e delle origini della civiltà stanziale e non più nomade, il professore Giulio Magli, archeoastronomo del politecnico di Milano; Lee Clare, coordinatore degli scavi dell’istituto archeologico tedesco e il professore Bahattin Çelik, archeologo dell’università di Iğdir. Dopo la presentazione, è stata inaugurata la mostra fotografica “L’eredità del tempo”, con foto inedite del sito di Gobleki Tepe. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Palazzo Yıldız, sostenuto dal Ministero del turismo e della cultura turco e sponsorizzato da Turkish Airlines e dall’azienda Iga, proprietaria del nuovo aeroporto di Istanbul, in collaborazione con l’ufficio Cultura e informazioni dell’ambasciata Turca a Roma.

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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