Roberto Finzi, morto a Bologna lo storico dell'antisemitismo studioso della “questione ebraica”

Venerdì 11 Settembre 2020

Dalla storia dell'agricoltura è passato a quella del movimento socialista e negli ultimi trent'anni si è occupato soprattutto di antisemitismo e della persecuzione antiebraica in Italia. A 79 anni è morto a Bologna lo storico Roberto Finzi. Nato a Sansepolcro (Arezzo) l'11 febbraio 1941, Finzi ha insegnato nelle scuole medie inferiori e superiori, poi all'università, dove è stato titolare di cattedra di storia economica, storia del pensiero economico e storia sociale negli atenei di Bologna, Ferrara e Trieste. È stato tra i fondatori dei periodici «Storia del pensiero economico» e di «Passato e presente. Rivista di storia contemporanea». Finzi si è dedicato agli inizi della carriera accademica a studi di storia dell'agricoltura e delle condizioni di vita nelle campagne fra XVII e XX secolo e alla storia del pensiero economicoe a quella del movimento socialista. Negli ultimi trent'anni si è occupato di antisemitismo e della «questione ebraica». Tra i suoi libri in questo ambito figurano: «L'antisemitismo. Dal pregiudizio contro gli ebrei ai campi di sterminio» (Giunti-Castermann, 1997), «L'università italiana e le leggi antiebraiche» (Editori Riuniti, 1997), «Il pregiudizio. Ebrei e questione ebraica in Marx, Lombroso, Croce» (Bompiani, 2011).

Il suo saggio più recente è «Breve storia della questione antisemita» (Bompiani, 2019): nel titolo è già contenuta una polemica linguistica, voluta contro lo stereotipo della «questione ebraica»: la «questione ebraica non esiste, sono gli antisemiti che l'hanno creata», sostiene Finzi. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato sempre nel 2019 «Cosa hanno mai fatto gli ebrei? Dialogo tra nonno e nipote sull'antisemitismo». Per Bompiani Finzi ha pubblicato anche: «L'onesto porco. Storia di una diffamazione» (2014) e «Asino caro. O della denigrazione della fatica» (2017). Nel saggio «Il maschio sgomento. Una postilla sulla questione femminile» (Bompiani, 2018) Finzi denuncia la persistenza di un atteggiamento arrogante e discriminante verso il genere femminile. Suoi lavori sono stati editi, oltre che in Italia, in Argentina, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Spagna, Stati Uniti. Tra le sue opere si segnalano «La superiore prosperità delle società civilizzate. Adam Smith e la divisione del lavoro», «Sazia assai ma dà poco fiato. Il mais nell'economia e nella vita rurale italiane. Secoli XVI-XX» (Clueb, 2009). Tra i suoi libri anche «Ettore Majorana. Un'indagine storica» (Edizioni di storia e letteratura, 2002).

 

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