“Raffaello e gli amici di Urbino”: una grande mostra a ottobre apre le celebrazioni per i 500 anni della morte dell'artista

Domenica 14 Luglio 2019
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Il presunto autoritratto di Raffaello Sanzio

Dopo Leonardo tocca a Raffaello. Terminate le celebrazioni per il genio da Vinci, il 2020 sarà l’anno dell'artista di Urbino, di cui si celebrano i 500 anni dalla morte. La sua vita, l’arte e i suoi capolavori più importanti saranno al centro del calendario del prossimo anno, con numerosi eventi fra mostre, seminari e pubblicazioni, il tutto coordinato da un comitato scientifico nominato dal Mibact. In attesa del programma completo, è Urbino ad aprire le prime mostre nel segno di Raffaello che morì il 6 aprile del 1520 di febbre provocata, come precisa Vasari, “da eccessi amorosi”. Delle tre mostre che saranno allestite a Palazzo Ducale, la prima aprirà a ottobre con tre mesi di anticipo rispetto all'anniversario.

Nella Galleria nazionale delle Marche di Palazzo Ducale dal 3 ottobre al 19 gennaio 2020 si potrà visitare la mostra Raffaello e gli amici di Urbino organizzata dal Polo museale delle Marche, diretto da Peter Aufreiter, con la collaborazione del Comune di Urbino e della Regione Marche, curata da Barbara Agosti e Silvia Ginzburg. «La mostra racconta, per la prima volta in modo compiuto - anticipa il direttore Aufreiter, che a fine autunno lascerà l'incarico per diventare il nuovo responsabile del Museo della Tecnica di Vienna - il mondo delle relazioni di Raffaello con un gruppo di artisti attivi a Urbino che accompagnarono la sua transizione verso la maniera moderna e i suoi sviluppi stilistici durante la memorabile stagione romana». Fondamentale il ruolo giocato dagli umbri Perugino e Luca Signorelli nella formazione e nel primo tratto dell'attività di Raffaello e in parallelo dei più maturi concittadini Girolamo Genga e Timoteo Viti.

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