ROMA

“Statue di piazza”, domani su Rai RadioTre la puntata dedicata a Roma: da Anita a Pasquino i monumenti raccontano la storia

Venerdì 21 Agosto 2020 di Francesca Nunberg

La cavalcata romana parte dal Gianicolo con Anita Garibaldi, una delle pochissime donne ad avere avuto l’onore di un monumento equestre, raffigurata con la pistola in pugno mentre sorregge il figlio neonato Menotti e cerca di sfuggire alla cattura. Non perdetela, sabato 22 agosto alle 13 su Rai RadioTre, o recuperatela in podcast assieme a tutti i suoi illustri colleghi. È un vero e proprio “popolo di statue” quello che anima tante piazze cittadine, nostri monumentali vicini di casa a cui siamo talmente assuefatti da sorprenderci se a qualche turista prende l’uzzo di fotografarli. Dal Marco Aurelio in Campidoglio, unica statua equestre di epoca classica giunta fino a noi, al Gattamelata di Donatello a Padova o al Colleoni di Andrea del Verrocchio a Venezia, solo per ricordare i più noti. Ma adesso c’è qualcuno che prova a farli tornare sul piedistallo da cui il tempo li ha fatti idealmente discendere.

Si intitola “Statue di piazza” il programma di Rai RadioTre partito l’11 luglio che andrà avanti fino a metà settembre, dedicato alla statuaria monumentale pubblica. A condurlo è Giovanni Carlo Federico Villa, professore associato di Storia dell’arte moderna all’università degli Studi di Bergamo, nonché componente del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibact. Dopo un racconto introduttivo, con una riflessione generale sul ruolo dei monumenti, stanno andando in onda nove puntate su nove città. Da “Torino di bronzo e di pietra” a Bergamo e il suo Sentierone, da Trento a Padova con la sua università. Domani sarà la volta di Roma Capitale, a seguire il 29 agosto “Napoli reale, Napoli popolare”, il 5 settembre “Tra Bari e Lecce: disfide nelle Terre d’Otranto” e infine il 12 settembre “Palermo trionfante”.

A Roma si parte dal monumento di Anita Garibaldi con un percorso che, dal Gianicolo, arriva a Villa Borghese. «È una delle rarissime donne a cavallo - spiega Giovanni Villa - A parte pochi altri casi, come Eleonora D’Arborea a Oristano, le figure femminili sono prevalentemente allegoriche. Qui invece Anita è imperiosa, vigorosa, lo scultore Mario Rutelli la immaginò aggrappata alla criniera del destriero e fu Mussolini a volerle mettere in braccio il figlio perché fosse un modello per la donna fascista. Il Gianicolo con tutte le sue sculture rappresenta un sacrario del nostro Risorgimento, con Garibaldi, i busti dei patrioti (fino al 2004 si continuò ad aggiungerne di nuovi), e infine il Muro della Costituzione della Repubblica su cui sono incisi i 69 articoli della prima carta».

«Siamo portati a immaginare i monumenti come qualcosa di vecchio, legato a un’altra stagione storica - continua Villa - in realtà ogni anno ne vengono inaugurati a decine. Non più figure di monito e insegnamento, ma nuovi protagonisti più legati alla cronaca. A Porto Cesareo c’è una statua che raffigura Manuela Arcuri, a Oristano il monumento al motociclista, a Spilamberto (Modena) quello all’aceto balsamico, a forma di goccia... Prima del lockdown a Sassari è stata inaugurata un’opera dedicata all’omonima Brigata e Pisa ha voluto il suo monumento a Galileo. A Torino esistono anche quelli del Traforo del Fréjus e del libro Cuore».

Tornando alla passeggiata romana, dopo il Gianicolo dove si va? «Tratto del Marco Aurelio e delle statue parlanti, non solo Pasquino, ma anche Marforio ai Musei Capitolini, Madama Lucrezia a piazza San Marco, il Facchino di via Lata, il Babuino e l’Abate Luigi a Sant’Andrea della Valle. Poi passo al Vittoriano, il nostro teatro della memoria, ai temi critici di Giordano Bruno e Giuseppe Mazzini e infine alle statue di Belli e Trilussa, cantori popolari di Roma contrapposti al mondo di Villa Borghese. Qui si celebra la letteratura mondiale con la statua di Goethe, donata dal Kaiser Guglielmo II di Germania, a cui sono seguite tutte le altre donazioni, Hugo, Byron, fino a Gogol omaggio del sindaco di Mosca nel 2002. Insomma, dei monumenti sappiamo quasi tutto, ma finora nessuno aveva mai provato a raccontarne la storia».

L’invito è dunque quello, dopo averli ascoltati, di andare a visitare questi monumenti che costituiscono, come dice il professore «il più importante museo pubblico italiano, di piazza, aperto a tutti». E per chi vorrà saperne di più, a ottobre esce il primo di due volumi curati da Giovanni Villa e dal padre Renzo, Storico della scienza, dal titolo “Statue d’Italia - Storie della statuaria romana commemorativa pubblica dal Risorgimento alla Grande Guerra”. A ottobre 2021 il secondo volume fino ai giorni nostri. Questo il link per seguire le puntate del programma di RadioTre via via che vengono messe in onda e i podcast: https://www.raiplayradio.it/programmi/statueinpiazza/.

 

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