“88 Poetesse per cambiare il mondo”: dal 15 al 21 marzo maratona di letture dedicata alle donne per la Giornata mondiale della poesia

“88 Poetesse per cambiare il mondo”: dal 15 al 21 marzo maratona di letture dedicata alle donne per la Giornata mondiale della poesia
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Sabato 13 Marzo 2021, 22:39

Le poetesse sono 88 perché è un numero simbolico: due volte l'infinito, nonché il numero delle costellazioni riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale e i tasti del pianoforte. Dunque 88 Poetesse per cambiare il Mondo” è una maratona di letture dedicata alle donne per la Giornata mondiale della Poesia organizzata da Hypercritic, piattaforma che connette mondi culturali e artistici in uno spazio digitale condiviso. La maratona di letture su Facebook e Instagram dedicata a 88 poetesse del assato e contemporanee durerà una settimana: dal 15 al 21 marzo scrittori, autori e testimonial da tutto il mondo si alterneranno nella lettura di una poesia l’ora in 24 lingue, compresi greco antico, polacco, svedese, portoghese, turco, arabo, russo, persiano, giapponese e cinese.

Tra i lettori, che daranno voce alle poetesse di 40 Paesi saranno presenti Roberto Saviano, che leggerà il Premio Nobel per la Letteratura 2020 Louise Glück, Nicola Lagioia con una poesia di Amelia Rosselli, Christian Greco, che leggerà in geroglifico dei versi che celebrano la figura femminile, Beatrice Venezi (Margaret Atwood), Savina Neirotti (Sylvia Plath), Giovanni Caccamo (Alda Merini), Emiliano Poddi (Wisława Szymborska), Antonella Lattanzi (Patrizia Cavalli), Paolo Maria Noseda (che leggerà Patti Smith). Il fondatore di Hypercritic Alessandro Avataneo leggerà Cristina Campo e Emily Dickinson.

A conclusione della maratona poetica, Alessandro Baricco leggerà Saffo in greco antico. Domenica 21 marzo sarà il giorno clou: Hypercritic invita i follower e tutti coloro che vogliono partecipare a condividere la loro poesia del cuore, in forma di reading, accompagnata da un’immagine o pubblicandone solo il testo, con l’aggiunta dell’hashtag #postapoem. La parola, dicono gli organizzatori, è uno strumento unificante, come ha dimostrato Amanda Gorman, poetessa americana che Joe Biden ha voluto alla sua cerimonia d’insediamento per lanciare, con la sua poesia The hill we climb, un messaggio che potesse sanare le ferite dell’America. 

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