Palladio, la polizia scientifica svela il "vero" volto dell'archistar del '500

Martedì 11 Aprile 2017 di Laura Larcan

Per la storia dell'arte è sempre stato un "cold case", un caso aperto, mai risolto del tutto. Ma stavolta al fianco di storici dell'arte e architetti è scesa in campo la Polizia di Stato per risolvere il mistero del vero volto di Palladio, genio dell'architettura rinascimentale. All'interno dei laboratori del servizio di Roma, la Polizia scientifica ha infatti applicato ai molti ipotetici "volti" dell'artista le più avanzate tecniche di comparazione fisiognomica e di age-progressing, per ricostruirne l'identikit perfetto. La vera immagine, che sarà presentata domani al Ministero dei beni culturali, sarà il cuore della mostra "Andrea Palladio. Il mistero del volto" allestita presso il Palladio Museum di Vicenza. Perché un enigma così singolare per un artista del calibro del Palladio? In ballo c'è un architetto genio assoluto, di fama planetaria che, addirittura ha portato nel dicembre del 2010 il Congresso degli Stati Uniti a riconoscerlo formalmente come "padre dell'architettura americana". Come ricorda il direttore del museo palladiano, Guido Beltramini, Palladio è colui che nel Cinquecento ha inventato la Villa Veneta, e che due secoli dopo la morte era ancora tanto famoso da ispirare la Casa Bianca di Washington.

La questione del volto del Palladio ruota intorno alla bizzarra circostanza che "esistono" troppi ritratti: a partire dal Cinquecento, in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono stati proposti diversi "Palladio", dall'aspetto anche molto difforme. A fronte di questi, in realtà, quando Palladio pubblica il suo Trattato "I Quattro Libri di Architettura" (1570) non inserisce, secondo l'usanza dell'epoca, il suo ritratto ufficiale. Da questa assenza, il volto è stato sempre frutto di proposte diverse. In tutto, addirittura, si contano nove diversi ritratti del Palladio, conservati in diverse collezioni del mondo. E ora? La Polizia scientifica ha la soluzione. C'è riuscita effettuando esami comparativi fsionomici, analizzando e mettendo a confronto, anche con l’ausilio di software specifici, i dettagli dei volti, la fronte, le sopracciglia, le palpebre, gli occhi, il naso e la forma del viso. Le tecniche di comparazione fisiognomica e di age-progressing hanno ricostruito la fisionomia più ravvicinata alla realtà. Il risultato sarà illustrato domani dal sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, dal soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Verona e Vicenza Fabrizio Magani, da Guido Beltramini, da Gianpaolo Zambonini della Polizia di Stato Servizio Polizia Scientifica e Vittorio Rizzi della Direzione Centrale Anticrimine Polizia di Stato.

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 19:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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