MINIATURE

Tornano le nuove visioni del festival fotografico Cortona on the move

Martedì 12 Febbraio 2019 di Nicolas Lozito
C'è un divertente mito che vede protagonista la città di Cortona ed è bello ripetere. D'estate - ogni estate da otto anni - durante il festival fotografico Cortona on the move, la città aretina si riempie a tal punto di stampe da avere una delle maggiori concentrazioni di fotografie per chilometro quadrato al mondo. 

Il Festival 2019 inauguerà il prossimo 11 luglio e durerà fino al 29 settembre. Diretto da Antonio Carloni e Arianna Rinaldo, Cortona on the move è un festival speciale, un vanto italiano noto a livello internazionale: ricco di immagini, artisti e spunti, con una concentrazione di fotografie e fotografi unica in Europa. 

Seppure manchi ancora qualche mese all'inizio del festival, possiamo già anticipare la direzione che quest’anno prenderà. Se, infatti, l’anno scorso è stato il festival che ha mostrato opere solo di fotografe donne, quest’estate il tema ruoterà intorno al paesaggio, natura e il rapporto che l’essere umano ha con essi. «La fotografia di territorio e di paesaggio rivela e interpreta i nostri desideri, le nostre intenzioni e le nostre credenze perché la natura e l’ambiente rispecchiano l’evoluzione dell’essere umano, l’inevitabile e l’evitabile, il progresso e l’errore», spiegano Carloni e Rinaldo in quello che è un vero e proprio manifesto dell’edizione 2019. «Traspare nel paesaggio, nella sua accezione più ampia, la relazione, difficile ma familiare, contrastata e desiderata dell’uomo con il suo intorno. Lasciamo tracce, le nascondiamo, riappaiono. Consciamente e inconsciamente ci sentiamo parte della natura. La amiamo e la maltrattiamo».


Una fotografia di Marylise Vigneau, una dei tre vincitori del premio New Visions del 2018


Come ogni anno le ramificazioni del festival, supportato dal 2016 da Canon, vanno oltre il singolo tema fotografico e cercano sempre di più di coinvolgere artisti e pubblici diversi. L’anno scorso, per esempio, era stata introdotta l’Arena, dedicata ai progetti audiovisivi. 

Per questa edizione, sono già tre le open call ai fotografi di tutto il mondo che il festival ha lanciato. Il primo, concluso il 31 gennaio, è Baci from Cortona, dedicato al rapporto della città con la sede locale dell’Università della Georgia. Il secondo è il fortunato Happiness ONTHEMOVE, che ha come tema la felicità, che si aprirà a marzo. E il terzo, quello che guarda più avanti: New visions, in collaborazione con la comunità fotografica di LensCulture. 
New Visions è un invito aperto a tutti i fotografi a partecipare al festival presentando progetti contemporanei che siano in grado di stupire e sorprendere gli occhi dello spettatore con un linguaggio originale e innovativo. “La fotografia è un flusso in continua evoluzione e si adatta ai cambiamenti della società seguendo una nuova grammatica, nella forma e nel contenuto, capace di suscitare emozioni”, spiegano da Cortona.


Una fotografia di Ernst Coppejans, uno dei tre vincitori del premio New Visions del 2018

La open call è gratuita e scadrà il 2 marzo. La giuria è composta da Jim Casper, Caporedattore e Co-fondatore di LensCulture, Arianna Rinaldo, Direttrice Artistica di Cortona On The Move, Laura Sackett, Direttore Creativo di LensCulture, Antonio Carloni, Direttore di Cortona On The Move. Saranno valutate l'originalità dello stile e del linguaggio, la capacità di attirare un vasto pubblico, la capacità di sorprendere, informare ed emozionare.

I quattro vincitori verranno annunciati il 29 aprile. Due progetti, poi, verranno stampati ed esposti a Cortona durante il festival e altri due verranno pubblicati sul sito di LensCulture. L’anno scorso i vincitori sono stati tre: Ernst Coppejans, con il progetto “Sold”; Claudia Gori con il progetto “The Sentinels: Electrosensitivity in Italy” e Marylise Vigneau, con il progetto “Article 19”. Progetti che non solo hanno fatto aumentare il numero di immagini esposte a Cortona, ma che hanno aggiunto qualità e valore a un festival sempre più bello. 

Una fotografia di Claudia Gori, una dei tre vincitori del premio New Visions del 2018
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