La frusta del papà di James Bond: all'asta le lettere sadomaso di Ian Fleming alla moglie

Domenica 1 Dicembre 2019
Ian Fleming
«Mi piace frustarti e strizzarti, tirarti i capelli. E poi siamo così felici quando ci infiliamo le spille nei nostri corpi, così ci divertiamo senza comportarci troppo da adulti. Ma mi raccomando, non lasciare queste mie lettere nelle tue mutande e reggiseni». Rivelano anche i rapporti sadomaso, oltre che amore e tenerezza, passione e tradimenti, le lettere scambiate tra lo scrittore inglese Ian Fleming (1908-1964), creatore della saga dell'agente 007 James Bond, e la sua amante e poi moglie Ann Charteris.

Oltre 160 missive del loro carteggio andranno all'asta online sul sito di Sotheby's da martedì 3 a martedì 10 dicembre. Offerte da Fionn Morgan, figlia di Ann e di Lord Shane O'Neill, morto nel 1944, la corrispondenza comprende in totale circa 500 pagine scritte a macchina o a mano per una stima complessiva tra 200mila e 300 mila sterline.

La passione per un erotismo mescolato a pratiche sadomasochiste era condivisa da Ann, stando all'epistolario: «Mi manchi e ti voglio, anche se tu mi frusti. Ma adoro che tu mi faccia male e poi mi baci subito dopo». 

Le lettere datate dagli anni '40 in poi descrivono una relazione tempestosa e complicata, dove a tratti compare una complicità amorosa costellata di perversioni sessuali. Ann Charteris si sposò in prime nozze con il barone Shane O'Neill e dopo la sua morte, avvenuta in guerra nel 1944, si unì in matrimonio con il visconte Esmond Harmsworth, erede dell'editore del «Daily Mail». E durante entrambi i matrimoni Ann e Fleming erano già amanti legati da un'intesa sessuale estrema; con la futura moglie fedifraga e a sua volta tradita dal marito.

Nel 1948, incinta di Ian, Ann aveva dato alla luce una bimba prematura morta poche ore dopo il parto. «Non ho niente da dirti per confortarti. Posso solo mandarti un abbraccio, il mio amore e tutte le mie preghiere», le scrisse il narratore dopo essere tornato in camera dopo aver giocato a golf con il marito tradito.

Ian e Ann si sposarono nel 1952 ma erano amanti da 15 anni. Per celebrare le nozze il romanziere acquistò una leggendaria macchina da scrivere d'oro. Dopo le nozze Fleming ebbe numerose amanti e Ann non solo lo sospettava. «Parli con rammarico dei tuoi giorni passati da scapolo, ma l'unica persona con cui hai smesso di fare sesso sono io», gli scrisse la moglie.

Molte delle lettere all'asta furono scritte da Ian Fleming nella sua tenuta a Goldeneye, in Giamaica, dove scrisse tutti i 14 libri della serie di James Bond, il personaggio dell'agente segreto al servizio di Sua Maestà che ha reso immortale il mito dello romanziere e ha fatto straricchi i suoi eredi, perché il grande successo arrivò postumo.

Raccontando ad Ann di una proposta per una serie televisiva ispirata all'agente 007, scrisse: «Interessante, ma nessuna miniera d'oro in questo momento o in arrivo». Quanto poi a un possibile film prodotto da Hollywood, inizialmente non incontrò il favore dei registi: «È come al solito una questione di incrociare le dita e aspettare che qualcuno prenda i libri e tiri fuori qualche dollaro».

Una speranza che Fleming fece in tempo a vedere con i primi due film della saga: «Licenza di uccidere» del 1962 e «Dalla Russia con amore» del 1963. Il terzo dedicata «Missione Goldfinger», il primo a vincere
l'Oscar (per il miglior montaggio sonoro a Norman Wanstall), uscì poco dopo la morte dello scrittore, il 12 agosto 1964, a 56 anni, stroncato da un infarto. La moglie Ann gli sopravvisse fino al 1981 mentre il loro unico figlio, Caspar, fu morì nel 1975 per un'overdose. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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