Plautilla, la pioniera dell'arte al femminile

Plautilla Bricci "Nascita di San Giovanni Battista"
di Claudio Strinati
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Sabato 7 Marzo 2020, 12:55 - Ultimo aggiornamento: 12:56

Sulla copertina di L'architettrice di Melania G. Mazzucco una sorridente fanciulla col compasso in mano ci ricorda come simboli delle tre arti maggiori, Pittura, Scultura e Architettura, siano quasi sempre figure femminili. Ma pittrici, scultrici e architettrici sono ben poche, almeno relativamente alle grandi stagioni del Rinascimento e del Barocco. La parola architettrice, del resto, fu in sostanza inventata proprio da quella Plautilla Bricci che è la protagonista del romanzo, un personaggio realmente esistito che la Mazzucco ci fa conoscere con uno scrupolo filologico e una rovente tensione narrativa invero esemplari, in una sorta di maestosa e fluviale epopea che ha pochi termini di confronto nella nostra attuale letteratura.
La Mazzucco, del resto, non è nuova a imprese consimili, basti pensare ai libri dedicati al Tintoretto e alla sua famiglia, nonché alla notevole raccolta Il museo del mondo del 2014.




IL TOCCAFONDO
L'architettrice è una ricognizione capillare e documentatissima della realtà artistica romana del Seicento, ricca di riferimenti talvolta poco noti agli stessi specialisti. Accanto a personaggi celebrati come Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, il Caravaggio, Federico Zuccari, Domenichino, Pietro da Cortona, Bernini, Borromini, Poussin, Guercino, entrano in scena, in questo gran teatro del mondo delineato dall'autrice, figure pressoché ignorate dalla storiografia ufficiale come l'incredibile pittore Giovanni Angelo Santini detto il Toccafondo, dato che si aggirava nei meandri della Roma sotterranea a dipingere ma anche a rubare reliquie e frammenti di pitture o sculture da immettere poi in un lucroso commercio clandestino.
Tutto visto e interpretato, però, attraverso gli occhi di due donne sapienti e appassionate: la Mazzucco stessa e Plautilla Bricci, pittrice e, appunto, architettrice.
Architettrice di un sola opera, la Villa sul Gianicolo detta poi del Vascello per la forma che ricorda una specie di nave arenata sulla sommità del colle, un edificio che fu la gloria e la disgrazia di questa anomala e meravigliosa artista.
E il libro racconta entrambi gli aspetti perché si svolge su due dimensioni temporali parallele: la storia della vita e delle opere di Plautilla culminante proprio nel progetto e esecuzione della Villa, e la storia della Repubblica romana del 1849 quando la Villa divenne l'avamposto della terribile battaglia tra i francesi e le armate repubblicane, venendo praticamente distrutta.

IL RITMO
Il romanzo procede incalzante, andando avanti e indietro nel tempo, tessendo le vicende di una infinità di personaggi che, volenti o nolenti, consapevoli o inconsapevoli, ruotano tutti intorno al grande unitario fulcro della narrazione: il rapporto commovente e intensissimo tra un padre formidabile (Giovanni Bricci) e una figlia dalla personalità libera e determinata. Qui rifulge il tema della donna artista e del peculiare segno di una creatività scaturita all'interno di una dimensione familiare vissuta nella pienezza delle relazioni sociali e nella sicura consapevolezza che «le cose che non conosciamo esistono da qualche parte e noi dobbiamo cercarle o crearle», come dice una pagina memorabile di questo memorabile libro.

RIFERIMENTO
Il romanzo ha di certo tra le sue fondamentali chiavi di lettura quello della professione femminile in campo artistico ma non quella dell'arte al femminile che è cosa ben diversa e forse estranea al pensiero dell'autrice. Plautilla senza dubbio è una sorta di grande riferimento per le donne che riuscirono a praticare la pittura, la scultura e l'architettura in un mondo in cui quelle arti sono state per secoli dominio esclusivo dei maschi, anche se non va mai dimenticato come sia sempre stato molto più importante di quanto non si pensi normalmente il ruolo femminile nella committenza del lavoro artistico.
A parte il caso celeberrimo di Artemisia Gentileschi, che la Mazzucco cita ovviamente nel libro ma senza esagerarne la rilevanza, è notevole osservare come l'autrice ci ricordi in realtà pochi nomi di pittrici del diciassettesimo secolo da comparare per certi versi con la Bricci come Lavinia Fontana (pittrice ben nota alla storiografia moderna), Caterina Ginnasi, Laura Bernasconi.
Emerge insomma dal racconto della Mazzucco, nutrito di cospicui sondaggi sulla realtà dell'organizzazione del lavoro artistico, l'immagine di una pittrice e architettrice ragguardevole, come si vede nella bella Nascita del Battista conservata nell'omonima chiesa di Poggio Mirteto.
 

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