J.K. Rowling, la regina di Hogwarts e i veleni arcobaleno: bufera per un tweet contro gli eccessi della teoria "gender"

Anche l'autrice di Harry Potter vittima del politicamente corretto

J.K. Rowling, la regina di Hogwarts e i veleni arcobaleno: bufera per un tweet contro gli eccessi della teoria "gender"
di Maria Latella
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Giovedì 11 Novembre 2021, 07:18 - Ultimo aggiornamento: 07:33

J.K. Rowling non è solo l'autrice della saga di Harry Potter, la scrittrice che con i suoi libri ha fatturato oltre un miliardo di sterline, la britannica di successo che a differenza di molti e famosi connazionali (persino l'ex premier Tony Blair è nella lista dei sospettati) non ha voluto ricorrere a escamotage legali per eludere le tasse.
J.K. Rowling non è solo la suddita di sua Maestà che ha pagato allo Stato 48,6 milioni di tasse, fatto cospicue donazioni al partito laburista, fondato un'associazione che aiuta le famiglie in difficoltà, lottato contro la Brexit ma anche contro l'uscita della Scozia dal Regno Unito. Una donna generosa e di buon senso, direste voi, scorrendo questo incompleto elenco di chi è J.K. Rowling. Macché.

OBIETTIVO
In tempi in cui l'estremismo del politicamente corretto sta sfuggendo di mano (ne sa qualcosa il comico Dave Chappelle che intervenuto in suo favore nel suo show su Netflix) J.K. Rowling è diventata in Gran Bretagna l'obiettivo di una campagna degli attivisti trans. Per molti lei è una TERF, temibile acronimo che sta per Trans Exclusionary Radical Feminist. Cioè una femminista radicale che limita i diritti delle persone trans.
Tutto è cominciato con un tweet, riassume un articolo del New European del 4 novembre. L'autrice di Harry Potter aveva espresso la sua solidarietà a Maya Forstater, ricercatrice presso un think thank, licenzata per le sue critiche contro il gender. La Rowling in un tweet si schierava con Maya: «Licenziare qualcuno perché difende l'idea che il sesso è una cosa reale?»

Da lì, l'escalation. Qualcosa che in parte è legata alla tendenza del momento, ossequiosa verso tutto quel che può inserirsi nel circuito del politicamente corretto. In parte è dovuta all'essere J.K. Rowling la scrittrice di culto della Generazione Z, la generazione che, almeno in Gran Bretagna, è apertamente, dichiaratamente, la più sessualmente fluida della storia britannica. Così almeno la vede l'articolo del New European: «Essendo la creatrice del protagonista piu amato da una generazione c'era la sensazione che lei (J.K. Rowling ndr) in qualche modo appartenesse ai suoi fan. Non aver assunto la linea richiesta è stato visto come il tradimento da parte di una madre simbolica».

Forse preoccupata per le reazioni dei suoi fan e certamente interessata a chiarire le sue posizioni, a un certo punto j.K. Rowling ha deciso di spiegarsi da sola. Di raccontare perché teme che lasciare i bagni aperti senza distinzione tra uomini e donne, comporti dei rischi: ci sono stati casi di ragazze violentate da uomini che si sentono donne pur rimanendo sessualmente attivi come maschi.

SENSIBILITÀ
Lei che è stata sposata a una persona violenta e ancora oggi ha reazioni legate alle paure di quella tremenda stagione confida di essere particolarmente sensibile al tema.
Ribadire che nessuno deve essere licenziato perché ha il coraggio di esprimere le sue idee non significa andare contro le ragioni dei movimenti trans, scrive la Rowling citando i numerosi incontri e contatti avuti con esponenti del movimento.

«Perché parlo, perché non continuo tranquilla le mie ricerche e tengo la testa bassa?» J.K. Rowling lo spiega punto per punto: «1) perché ho fondato un trust che sostiene le donne vittime di violenza sessuale e alcune battaglie degli attivisti trans puntano a erodere la definizione legale di sesso, sostituendola con quella di gender. Questo potrebbe avere un impatto significativo su molte delle cause che sostengo. 2) sono un'ex insegnante e ho fondato un'associazione a sostegno dei bambini. Sono preoccupata circa l'effetto che il movimento per i diritti dei trans può avere sia sull'educazione che sui bambini (e su questo punto sarebbe stato interessante approfondire che cosa la preoccupa ndr). 3) sono una scrittrice e in quanto tale interessata al freedom of speech, la libertà di parola che ho pubblicamente difeso anche ai tempi di Trump».

L'elenco continua e J.K. Rowling non manca di esprimere preoccupazione per il crescente numero di ragazze che chiedono di entrare in transition verso l'altro sesso e poi decidono di tornare indietro, ma a quel punto «con danni non più riparabili come la perdita della fecondità». In Gran Bretagna, spiega la scrittrice, oggi il numero delle donne che vuole cambiare sesso supera il numero degli uomini che desiderano diventare donne. La Rowling cita una studiosa americana, Lisa Littman, che ha scritto di come negli Stati Uniti il fenomeno dell'identificazione transgender arrivi a riguardare interi gruppi di amici. Le ragazze con problemi di autismo sono ultra presenti. Littman è stata molto attaccata per le sue posizioni. «Gli attivisti trans sostengono che se si impedisce ai ragazzi e alle ragazze la transizione, questi stessi soffriranno di ansia, disordini alimentari, fino a tentare il suicidio. Più leggo i loro report e più mi chiedo: Se fossi nata trent'anni dopo forse oggi anche io sarei una ragazza che penserebbe alla transizione sessuale. Ma ai miei tempi sono stati i libri e la musica ad aiutare me e tante teen ager a superare quella fase. Sono stati i libri delle scrittrici e le canzoni di tante musiciste a rassicurarmi: era ok sentirmi confusa e insicura».

ANNI 80
Bei tempi, sembra la conclusione di J.K. Rowling. Bei tempi gli anni 80. «Oggi stiamo vivendo il più misogino dei periodi che ho sperimentato. Ovunque alle donne viene detto stai zitta e siediti. Se parla (è il sottinteso, ndr) le danno della TERF. Ma lei zitta non starà».

«Ho un passato complicato e non lo dimentico, così come non dimentico la complessità interiore quando si tratta di parlare delle persone trans. Chiedo solo che con altrettanta empatia si ascoltino le preoccupazioni di milioni di donne. Senza minacciarle».
 

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