Istanbul, un "cuore" rosso per l'Opera: inaugura il nuovo Atatürk Cultural Center, cittadella delle arti

nella foto l'Opera dell'Atatürk Cultural Center di Istanbul
di Laura Larcan
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Domenica 31 Ottobre 2021, 10:09 - Ultimo aggiornamento: 11:37

Il “cuore” di Istanbul ha cominciato a battere, o meglio a suonare. E' il globo rosso, ciclopico, rivestito come una speciale epidermide da placche di ceramica rossa, della concert hall dell'Opera di Istanbul, cuore a tutti gli effetti del rinnovato Atatürk Cultural Center, la cittadella delle arti che si affaccia su piazza Taksim e che è destinata a diventare il nuovo polo della cultura di Istanbul. Ci sono voluti due anni e mezzo di lavoro in questo cantiere gigantesco inaugurato il 29 ottobre del 2021, dal presidente Recep Tayyip Erdoğan e dal ministro per la cultura e il turismo Mehmet Nuri Ersoy in occasione del 98° anniversario della Festa della Repubblica Turca. Il globo rosso rivestito di ceramica è il colpo d'occhio spettacolare di questo edificio concepito come una speciale “scatola” delle sorprese.

Istanbul, un "cuore" rosso per l'Opera: inaugura il nuovo Atatürk Cultural Center, cittadella delle arti

ARCHITETTURA E DESIGN

Architettura essenziale ma raffinata, dinamica ed elegante, che gioca con l'effetto sorpresa di forme e colori. Star della mise-en-scène è il globo imponente che racchiude l'Opera statale di Istanbul, palcoscenico per la lirica e il balletto con la sua platea e la doppia balconata, e un lampadario titanico mobile che sparisce magicamente nella volta del soffitto attraverso un sistema meccanico all'inizio dell'esibizione. Dall'esterno, la facciata su piazza Taksim che appare definita attraverso moduli di vetro, lascia percepire gradualmente il profilo del globo rosso: come un cuore all'interno del proprio corpo. Ma l'Ataturk Cultural Center non è solo questo, c'è molto altro. E' un viaggio all'insegna delle arti, con un sistema di passaggi panoramici dove ogni corridoio, tunnel, ballatoio, regalano scorci sulla città mozzafiato.

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MUSIC PLATFORM

Si possono anche attraversare delle speciali music platform allestite come gallerie interattive che si azionano con musica e colori al passaggio degli spettatori. Dobbiamo immaginare l'Ataturk Cultural Center proprio come una cittadella. Si articola in cinque blocchi architettonici che si estendono su una vastissima superficie. Oltre all'Opera si scopre un teatro per musical e prosa, una sala cinema, una galleria d'arte contemporanea, un centro d'arte per bambini. La piacevolezza di questo luogo sta nel passeggiare tra un edificio e l'altro e fermarsi nel bookshop che è una autentica boutique di design o nel ristorante gourmet o nel Caffè. La cura dei materiali fa la differenza c'è tanto vetro che anima le pareti ma anche il legno che sembra duettare con le ceramiche e i marmi. Ma l'anima storica ultra millenaria di Istanbul riaffiora in tanti dettagli decorativi.

LA STORIA

La storia dell'Atatürk Kültür Merkezi (o AKM in breve come viene definito dalla gente del posto), viene da lontano. Affonda le radici alla fine degli anni '60 quando veniva costruito dall'architetto Tabanlioglu. Distrutto tragicamente in un incendio è rimasto in disuso fino ad oggi quando l'impresa, fortemente voluta dal ministero della Cultura guidato da Ersoy, è stata riportata a termine dal figlio dello storico architetto, Murat Tabanlioglu. Ora la nuova architettura contemporanea fa riferimento al precedente design iconico. La facciata su piazza Taksim è stata mantenuta intatta, riservando però all'interno fior di suggestioni.

LA PREMIERE CON "SINAN"

Evento nell'evento, il palcoscenico dell'Opera dell'AKM è stato tenuto a battesimo con la premiere mondiale di “Sinan”, un lavoro originale nuovo, composto su richiesta del presidente Erdoğan, e messo in scena dall'Opera e Balletto di Stato di Istanbul. E c'è anche un po' di Italia in questo debutto, visto che l'opera è portata in scena dal famoso regista italiano Vincenzo Grisostomi Travaglini. L'epica performance è incentrata su Mimar Sinan, uno dei più grandi architetti del mondo, al servizio del sultano Solimano il Magnifico, per cui realizzò le splendide moschee. L'opera, diretta dal direttore d'orchestra Gürer Aykal, è stata composta dal compositore contemporaneo di musica classica turca Hasan Uçarsu e il libretto è stato scritto dal Dr. Bertan Rona.

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