Le Giornate Fai d’Autunno raddoppiano: 17-18 e 24-25 ottobre con mille aperture in 400 città per scoprire palazzi, castelli, chiese e giardini

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di di FRANCESCA NUNBERG
Il Chiostro di San Pietro della Canonica ad Amalfi

Camminare nel passato, tra pesci e conchiglie fossili sul fondo di un mare di 7 milioni d’anni fa a Cessaniti in provincia di Vibo Valentia, e guardare al futuro tutelando beni preziosi da lasciare ai nostri figli, dalla via crucis di San Pietro in Montorio a Roma alla stazione in stile Liberty di Tempio Pausania, Sassari. «Perché a furia di sognare si riesce a portare nel concreto ciò che si sogna», come diceva la fondatrice del Fai Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, a cui è dedicata l’edizione 2020 delle Giornate Fai d’Autunno. Che per la prima volta raddoppiano l’appuntamento: due i weekend in programma, il 17-18 e poi anche il 24-25 ottobre, con mille aperture a contributo libero in 400 città italiane per andare alla scoperta di dimore storiche, castelli, giardini, chiese, conventi, borghi e collezioni private, che saranno visitabili grazie ai 96 gruppi di volontari del Fondo Ambiente Italiano.

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«Sono i giovani la nostra ancora di salvezza - dice il presidente Andrea Carandini - Più che mai quest’anno gli italiani hanno bisogno di cultura e bellezza, dobbiamo impegnarci come abbiamo fatto per contrastare il virus, non delegando tutto allo Stato ma aggiungendo l’energia dei buoni costumi civici. Ci auguriamo che le Giornate d’Autunno compensino la cancellazione di quelle di Primavera per il lockdown». Le Giornate hanno il patrocinio del Mibact e alla festa partecipa anche la Rai, main media partner del Fai, con una maratona televisiva e radiofonica dedicata ai beni culturali, dal 12 al 18 ottobre. Obiettivo, raccogliere fondi, anche con la campagna “Ricordiamoci di salvare l’Italia” (sms 45582).

 

Tutti in campo, dunque, ma cosa vedere? Ricordando che le visite vanno prenotate online su www.giornatefai.it e che il programma dei due weekend non è identico, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Partendo dalla Capitale, il vicepresidente esecutivo del Fai Marco Magnifico suggerisce la visita al Chiostro del Vassalletto di San Paolo fuori le Mura «uno dei più belli del mondo, un capolavoro di arte cosmatesca del Duecento», con l’Orto del Monastero e l’antica Spezieria. Altre mete romane la Reale Accademia di Spagna in piazza San Pietro in Montorio con visita del Tempietto del Bramante, il Semenzaio comunale di San Sisto Vecchio, in piazza di Porta Metronia, ma anche la Nuvola di Fuksas all’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana, o Colosseo Quadrato, oggi quartier generale della maison Fendi. «A Napoli consiglio il seicentesco complesso di San Nicola di Tolentino, trasformato in un b&b dai giovani dei Quartieri Spagnoli - aggiunge Magnifico - a Venezia Palazzo Corner Mocenigo affrescato dal Tiepolo, oggi sede della Guardia di Finanza, a Bologna tre splendidi palazzi: Boncompagni, Fava da San Domenico e Davia Bargellini».

 

Si potrà andare alla scoperta di edifici storici come il Castello del Valentino a Torino o l’Ippodromo di San Siro a Milano ma anche di “chicche” come lo storico Spugnificio Rosenfeld di Muggia in provincia di Trieste, la transumanza di asini a Borgo di Troina (Enna), il Chiostro di San Pietro della Canonica, il più antico di Amalfi o gli affreschi del ‘600 appena scoperti dal Fai nel Castello di Masino in Piemonte. Un’edizione speciale punta alla rinascita. «Il Fondo - spiega il direttore generale Angelo Maramai - aveva chiuso il 2019 con numeri record: 213 mila iscritti, quasi un milione di visitatori. Una crescita continua negli anni che ci ha permesso di investire 6 milioni di euro in restauri, dall’Orto sul Colle dell’Infinito al Castello di Masino». L’arrivo del Covid, però, non solo ha fatto saltare «le Giornate di primavera, ma ha chiuso per tre mesi gli oltre 80 beni del Fai e sospeso il 90% dei cantieri previsti nel 2020, con perdite per tutto l’indotto». I dati dalla ripresa sono incoraggianti, con i rinnovi online e visite di agosto (pur contingentate) superiori al 2019. Ma «per ora stimiamo perdite del -4% di iscritti e -11 milioni di euro raccolti, pari al -39%». C’è quindi davvero bisogno che le Giornate d’Autunno siano una nuova primavera.

Ultimo aggiornamento: 16:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA