Cento libri per il futuro, la "Future Library" nasce in una foresta norvegese. Per chi verrà dopo di noi

Martedì 14 Luglio 2020 di Leonardo Jattarelli
La scrittrice canadese Margaret Atwood
C’è anche un libro di Margaret Atwood, la scrittrice e poetessa canadese autrice tra gli altri di Il racconto dell’ancella, L’assassino cieco e dell’ultimo Il testamento, tra i cento libro libri da consegnare al futuro, uno all’anno, per cento anni. Un progetto ambizioso, unico, straordinario che punta a preservare l’idea di lettura e di sapere; che consente di conservare l’attenzione alla “memoria” ed esaltare la bellezza della scrittura. L’idea della Future Library, questo il nome della fantastica libreria, è della scozzese Katie Paterson, che porta avanti la sua idea dal 2014. Ora il tutto può diventare realtà, anzi proprio in questo mese di luglio si sarebbe dovuto tagliare il nastro ma, a causa del Covid-19, l’appuntamento sliterrà a settembre. 

La foresta Nordmarka

Il materiale dal quale verrà prodotta la carta del i libri del futuro sono ricavati da un bosco di mille conifere che si trova nella foresta Nordmarka, alle porte di Oslo; dopo 6 anni, gli alberelli piantati sono diventati molto robusti e per il 5 settembre è fissata anche l’apertura della “Silent Room” dove già sono stati depositati, oltre al libro della Atwood, anche quelli dell’inglese David Mitchell, dell’islandese Sjon, dall’autrice turca Elif Şafak e della sud-coreana Han Kang. Il prossimo a consegnare il proprio libro sarà il norvegese Karl Ove Knausgård. I volumi saranno chiusi a chiave e destinati alla lettura nell’anno 2114.
La “Silent Room” è una sala interamente di legno, all’ultimo piano della Deichman Bjørvika, la nuova biblioteca di Oslo che conterrà dunque 100 opere inedite, offerte una all’anno da altrettanti autori di diversa nazionalità, età, genere letterario, selezionati «per il loro eccezionale contributo alla letteratura e alla poesia e per la capacità delle loro opere di catturare l’immaginazione di questa e delle generazioni future».
Secondo lo scrittore britannico David Mitchell, che nel 2016 ha contribuito con una sua opera inedita, «il progetto è un voto di fiducia: nonostante le ombre catastrofiche sotto cui viviamo, il futuro sarà ancora un luogo luminoso disposto e in grado di completare un’attività artistica iniziata da persone morte da un secolo». La scrittrice Margaret Atwood, prima collaboratrice del progetto, ha paragonato la “Biblioteca del futuro” ad un messaggio lasciato in una bottiglia e a una sorta di fiaba della Bella addormentata: «I testi dormiranno per 100 anni e poi si sveglieranno, torneranno in vita».

Katie Paterson

E per  la sua ideatrice, Katie Paterson, il progetto coinvolge l’ecologia, «l’interconnessione delle cose, coloro che sono in vita e quelli che devono ancora venire» contro il concetto di transitorietà a breve termine e per sconfiggere l’idea del “tutto e subito” propria dei nostri tempi. Si tratta di una riflessione sulla memoria e sulla nozione del tempo; della volontà di costruire un ponte gettato fra generazioni. 
«È rivolta ai lettori e agli autori del futuro - dicono gli autori - ma si fonda, a partire dal presente, sul coinvolgimento di un folto gruppo di persone impegnate nel progetto: dalla Municipalità di Oslo e dai forestali che sovraintendono alla crescita degli alberi, ai bibliotecari e gli informatici che si occupano della conservazione delle copie manoscritte e dei file digitali, agli organizzatori della cerimonia, agli sponsor».
Ma come farà, chi verrà dopo di noi, a leggere questi libri scritti ognuno in una lingua diversa? L’interrogativo è stato posto e non è di facile soluzione. La risposta secca della Atwood è stata: «I lettori nel 2114 per leggere i libri della Biblioteca del futuro probabilmente avranno bisogno di un “paleo-antropologo”».

Una parte della "Silent Room"

Per sostenere il progetto sono state messe in vendita presso alcune gallerie (Ingleby Gallery a Edimburgo, James Cohan Gallery a New York, Parafin a Londra) mille stampe su carta fatta a mano, raffiguranti una sezione trasversale di un albero che mostra 100 anelli simboleggianti i libri che faranno parte della biblioteca e il tempo di realizzazione del progetto. Dunque aspettiamo ancora qualche giorno per assistere all’apertura della Future Library e intanto, prima del prossimo settembre, “accontentiamoci” di leggere il libro che teniamo accanto al letto, cercando di non perdere il “segno” in voli pindarici che stavolta diventeranno reali. © RIPRODUZIONE RISERVATA