Al via l'XI edizione del Festival Ebraica: cinema, cibo, musica, teatro e tradizione

Sabato 23 Giugno 2018 di Jacopo G. Belviso

Cinque giorni di dibattiti, maratone di eventi culturali, musica, teatro, degustazioni ed incontri letterari: torna, dopo il successo degli scorsi anni, l’undicesima edizione del Festival internazionale di cultura ebraica con la nuova intestazione di “Ebraica”, curata da Marco Panella, Ariela Piattelli e Raffaella Spizzichino. Il festival si svolgerà dal 23 al 27 giugno non soltanto nelle usuali location nell’antico quartiere ebraico, come il Palazzo della Cultura e i Giardini del Tempio, ma quest’anno si affiancherà anche l’Isola del Cinema all’Isola Tiberina.

L'evento - "Time&Life" è il tema dell’edizione 2018 -  ha l’obiettivo di approfondire il concetto del tempo come paradigma fondamentale della relazione tra vita ed esseri umani, intorno alla quale raccogliere il contributo e le riflessioni di filosofi, intellettuali, scrittori, scienziati e artisti. "Ebraica" si apre e si chiude su due casi storici: quello del rapimento di Edgardo Mortara, su cui ha annunciato da tempo un progetto Steven Spielberg e che sarà ricostruito da una narratrice di noir come Franca Leosini assieme a Davide Kertzer e Serena Di Nepi, e quello del “Moretto”, il pugile Pacifico Di Consiglio. L’inaugurazione, sabato 23, è stata affidata come tradizione alla Notte della Cabbalà, nuovamente organizzata nella zona tra il lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello, un serata all’insegna della mistica ebraica, delle musiche tradizionali e delle tipiche bontà culinarie. Il festival «non si pone come unico obiettivo quello di creare un’occasione per cercare di trasformare la città in un laboratorio a cielo aperto - spiega una nota - ma celebra, ancora una volta, il sodalizio tra la Capitale e la Roma ebraica, offrendo alla città l’opportunità di visitare gratuitamente il Museo Ebraico, la Grande Sinagoga e la Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati». Qui, sabato 23,  si avrà l’occasione di visitare la Mostra "1938. Vite spezzate", secondo capitolo del ciclo di esposizioni che la Fondazione Museo della Shoah - Onlus ha realizzato in occasione dell'80° anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali in Italia. Per completare  il programma della prima giornata di festival, alle ore 21.45 al Palazzo della Cultura, si potrà visionare la mostra “Donne straordinarie.1948 Nascita di una Nazione” che illustra per immagini la partecipazione delle donne alla nascita, alla crescita, e allo sviluppo dello Stato d’Israele. Di seguito l’appuntamento che segna l'inizio della collaborazione con l’Accademia musicale di Santa Cecilia: il Trio Dmitrij per una “Jewish jazz story” con opere con contaminazioni klezmer di Shostakovic e Leonard Bernstein. 
 

 

Il consueto sguardo al cinema quest'anno è in programma domenica 24, presso l’Isola del Cinema, con il regista e autore israeliano Shemi Zarhin che, assieme ad Alessandro D'Alatri, presenterà il suo primo romanzo Finché un giorno (ore 21) e uno tra i suoi film più celebri, Aviva my love, ore 22. 

Lunedì 25, al Palazzo della Cultura, appuntamento teatrale con “Dicono della mia terra” (ore 22.15)  in cui ci si confronta sulle opere di grandi autori della letteratura (da Amos Oz a Eshkol Nevo),  che parlano di Israele, con la partecipazione di Maria Rosaria Omaggio e Pino Quartullo. Martedì 26, sempre al Palazzo della Cultura,“Her Israeli Story. Donne israeliane tra arte e letteratura”: attraverso una performance al femminile di letteratura e arte visiva contemporanea l’attrice Ketty Di Porto (ore 22.15) presenterà alcune delle più interessanti e creative voci israeliane dell’ultima decade. 

Per celebrare le tradizioni millenarie della cucina ebraica, il Palazzo della Cultura ospiterà una serie di incontri da lunedì 25 a mercoledì 27 giugno, che esplorano proprio il legame e l’importanza del tempo nella cucina ebraica, come i vari paesi di origine degli ebrei l'hanno influenzata, fino all'evoluzione dei mercati kosher, halāl e biologico e al loro impatto a livello sociale e multiculturale. 

II festival chiuderà  mercoledì 27 con “A testa alta. Storia di Moretto” (Palazzo della Cultura ore 21.30), uno spettacolo diretto da Antonello Capurso con Ludovico Fremont e Micol Pavoncello, ispirato al libro «Duello nel Ghetto» (Rizzoli) di Maurizio Molinari e Amedeo Osti Guerrazzi, in cui si racconta l'avvincente storia di Pacifico Di Consiglio, antifascista, che non chinò mai la testa dopo le leggi razziali.  

Alla collaborazione istituzionale del Festival oltre a l’Ambasciata d’Israele, al Patrocinio del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche - e alla media partnership con la Rai, si aggiunge per questa edizione la collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Settore Alta Formazione.”

Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Un film per ricordare Angelo

di Marco Pasqua