CORONAVIRUS

Coronavirus, riprodurre le opere d'arte a casa: la sfida creativa del Getty Museum diventa virale

Giovedì 2 Aprile 2020 di Francesca Nunberg

Le ricostruzioni più creative sono quelle delle nature morte, fatte con bottiglie, pezzi di formaggio, bucce d'arancia e lattine di Coca Cola. Ma anche la rivisitazione della Madonna con Bambino del pittore anonimo italiano detto Maestro di Santa Cecilia non è male: al posto di Maria c'è una donna con una tovaglia in testa che tiene in braccio il suo bulldog francese invece del Bambinello. In tempi di isolamento il Getty Museum invita a stimolare la nostra vena artistica attraverso la ricreazione di opere famose improvvisando con gli oggetti che ognuno ha a disposizione in casa. La "challenge" ovviamente sta diventando virale, la sfida è divertente e può servire perfino a ripassare la storia dell'arte. Le regole sono semplici: basta scegliere un'opera d'arte, andare alla ricerca di oggetti, capi d'abbigliamento e sfondi che servano a riprodurla e poi fotografare la messa in scena. I lavori migliori saranno condivisi su Twitter dal museo di Los Angeles, per partecipare: https://twitter.com/GettyMuseum.

 

 

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I follower si sono sbizzarriti, ecco alcune delle opere d'arte rivedute e corrette: qualcuno ha voluto riprodurre il Ritratto di un Alabardiere del Pontormo e al posto di un giovane ragazzo che si appoggia all'asta dell'alabarda c'è una giovane donna con in mano quella che sembra una mazza da hockey. La Lepre nella Foresta di Hans Hoffmann (1585) viene imitata con il cagnolino nel giardinetto di casa, una veduta ottocentesca dei Fori romani con una cartolina e un souvenir di capitello in plastica, lo skyphos lucano in terracotta con civetta del III secolo a.C. riifatto con un pelouche e una pentola della cucina, la natura morta di Jean-Siménon Chardin del 1769 si modernizza con lattine di tonno, formaggi e olio d'oliva, perfino la firma di Albrecht Durer accanto al disegno di uno scarafaggio, viene copiata con la sigla della rivista A&D e una calamita da frigo a sei zampe.

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Nella challenge lanciata dal Getty Museum le opere sono già talmente tante da poter realizzare un “doppio” virtuale del museo. Vari i quadri viventi che riproducono I Coniugi Arnolfini di Jan van Eyck e La Ragazza con l'orecchino di Vermeer, ma anche la sua Lattaia. Il quadro di Monet Rue Mosnier con le bandiere” del 1878 diventa un ripiano della libreria con volumi, pupazzetti e bandierine, l'opera del pittore fiammingo Simon Bening del 1530 che rappresenta un cavaliere allo scrittoio con cane davanti a una finestra viene modernizzato in un salotto con vetrate sul giardino e la padrona di casa (col labrador accucciato) che lavora al pc. C'è chi ha utilizzato jeans e federe appallottolate per simulare le nuvole, chi ha usato la carta igienica, mentre le coperte Ikea diventano vesti ottocentesche. Poi ci sono le visioni alternative: un affresco anonimo del 1300 che riproduce la Vergine e Santa Elisabetta con Gesù e San Giovanni Battista neonati diventa l'immagine di una coppia gay con i loro bambini in braccio. Le aureole sono piatti di plastica.

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