Leoni, porcospini, cavalli e koala: gli animali “umanizzati” di Carla Chiusano al nostro Istituto di Cultura a Bruxelles

Leoni, porcospini, cavalli e koala: gli animali “umanizzati” di Carla Chiusano al nostro Istituto di Cultura a Bruxelles
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Venerdì 4 Settembre 2020, 18:11

E' un mondo animale immaginario, visto come controfigura dell’uomo, con ritratti di leoni sovrapposti alle bandiere del mondo, di porcospini con le stelle dell'Europa a fare da aureola, Si intitola “Celebrating Diversity” la mostra personale di Carla Chiusano che aprirà l'8 settembre (visibile fino al 24) all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles. L’evento, curato da Ermanno Tedeschi, era in programma per la primavera ed è stato posticipato causa Covid. Così oggi il progetto assume un sapore nuovo, il lavoro diventa un monito alla coesione e al sostegno gli uni degli altri, un invito a tornare a guardarci negli occhi. In mostra una quindicina di opere che l’artista italiana, ma con esperienze in tanti Paesi diversi, ha realizzato negli ultimi mesi: «L’animale è per me l’anima, e gli occhi sono la porta sincera di quello che siamo. Attraverso gli occhi esprimiamo la nostra reale essenza, ma solo se abbiamo il coraggio di guardare e di farci guardare – spiega l’artista, nata a Torino nel 1964 – Dipingo lo sguardo quando arrivo ad esser assorbita dalla sua identità, è il momento in cui mi fondo con l’essere vivente che ho di fronte e gli do una sua vita indipendente da me».

 
«Questo lavoro colpisce per l’intensità e l’immediatezza con cui è in grado di parlare a chiunque – osserva Tedeschi – L’arte, quando vera, ha questo pregio: abbatte le barriere. Ci invita a entrare in discussione con noi stessi. I ritratti animali ad alta precisione, penetranti, diversi per natura e habitat, fanno emergere con potenza il tema delle differenze come espressione d’innata eleganza da scoprire e stimare in uno spirito di vera integrazione»
 Leoni, tigri, cavalli, orsi polari e piccoli koala sono protagonisti di una mostra originale, curiosa, in cui si può giocare a riconoscere le bandiere del mondo, le terre in cui si è stati e quelle lontane che non si sono mai viste. Un riepilogo cartografico colora il volto di un grande leone, in cui i simboli delle varie nazioni non sono affiancati in base al confine fisico ma per interazione cromatica, costringendo a ridefinire i confini in uno spirito di identità armonica globale. Una nuova opera pensata per l’esposizione di Bruxelles lancia un altro messaggio: il re della foresta è immerso nei fogli del trattato istitutivo della Nato, che riporta le firme dei capi di Stato dell’epoca: un modo per ricordare come la collettività si protegga nella diversità e comuni intenti si traducano in pace e benessere per tutti i popoli.

 

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