All’Accademia d’Egitto conferenza internazionale per dare ai giovani la guida dell’heritage in Africa

Martedì 8 Gennaio 2019 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
All’Accademia d’Egitto conferenza internazionale per dare ai giovani la guida dell’heritage in Africa

Per tre giorni – dal 9 all’11 gennaio – l’Accademia d’Egitto a Roma si trasformerà in un grande laboratorio d’idee dove gli esperti di quindici istituzioni internazionali s’incontreranno e si confronteranno per pianificare un nuovo, ambizioso, programma culturale per l’Africa. “Youth in the Driver’s Seat: Changing the Face of Heritage and Conservation in Africa” è il titolo di questa maxi-conferenza e racchiude il senso di una grande sfida: come mettere i giovani al posto di guida per cambiare il volto del patrimonio culturale e della sua conservazione in Africa. L’incontro è promosso dall’Iccrom (il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei Beni culturali), organizzazione intergovernativa lanciata dall’Unesco nel 1956 e nata, tre anni dopo, a Roma che tuttora continua ad avere la sua sede nel complesso monumentale di San Michele a Ripa.

La professoressa Gihane Zaki, prima donna a dirigere, ormai da sette anni, l’Accademia d’Egitto, dopo ben 13 direttori tutti uomini, ha detto che è molto lieta di ospitare questo incontro. «Attendo con impazienza un programma regionale dell’Iccrom che abbracci l’intero continente africano». Tutto il lavoro della professoressa Zaki è stato sempre ispirato dalla volontà di costruire ponti con la cultura e di guardare ai giovani. «Sono i futuri manager e i futuri conservatori del nostro patrimonio», ha detto Webber Ndoro, che è il direttore generale dell’Iccrom dal primo gennaio del 2018 dopo essere stato per dieci anni alla guida dell’African World Heritage Fund. Originario dello Zinbabwe, Ndoro ha spiegato che «è essenziale coinvolgere i giovani nella fase di pianificazione del programma» e proprio questo sarà l’obiettivo della iniziativa dell’Iccrom che sarà ospitata nell’Accademia d’Egitto a Roma, in via Omero 4. 

In Africa, come altrove nel mondo, stanno emergendo nuove sfide, imposte dalla rapida urbanizzazione, dai cambiamenti climatici e dai cambiamenti demografici. L’Africa è un continente giovane: metà della sua popolazione è sotto i 20 anni, la più giovane età media di qualsiasi regione del mondo (fonte Worldometers.info). I giovani in Africa apprendono attraverso l’istruzione scolastica formale, ma anche attraverso l’educazione informale, la cosiddetta “educazione di strada” che ha in gran parte soppiantato i tradizionali sistemi di apprendimento delle proprie culture. Giovani cresciuti con gli strumenti dell’era digitale. La maggior parte di loro raramente considera la conservazione del patrimonio culturale un’opportunità di coinvolgimento significativo. In che modo allora una nuova strategia nel campo del patrimonio culturale può coinvolgere i giovani e in che modo loro stessi ne potranno trarre beneficio? Le istituzioni culturali, come i musei, ad esempio, sono pronte e disposte a coinvolgere i giovani nel loro lavoro? In che modo i professionisti del patrimonio e i responsabili delle decisioni possono creare le condizioni affinché i giovani possano prendere possesso del loro patrimonio culturale e apprezzarlo per partecipare e contribuire in modo significativo alla nuova società? 

L’African Expert Meeting prende ispirazione dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e dall’Agenda 2063 intitolata “L’Africa che vogliamo”, impegnata a realizzare il pieno potenziale dell’Africa in termini di sviluppo, cultura e pace. L’incontro degli esperti discuterà su come il nuovo programma possa contribuire concretamente allo sviluppo economico, all’occupazione e alla coesione sociale nel continente. Il programma è chiamato a tracciare nuovi orizzonti e strategie, anche se è basato sulla passata esperienza internazionale dell’Iccrom in materia di formazione e sviluppo delle capacità per la conservazione del patrimonio culturale. In particolare, il programma rafforzerà la collaborazione tra le istituzioni e la società civile, impegnerà il dialogo sull’identificazione e il significato del patrimonio culturale alla luce del crescente dibattito sulla decolonizzazione e rivedrà il ruolo dei musei nel contesto di urbanizzazione dell’Africa di oggi. 

In linea con le raccomandazioni dell’Unione africana, il programma proposto coprirà l’area geografica dell’intero continente africano, con l’obiettivo di creare una vasta rete di persone e istituzioni. L’Unione africana, il Fondo del patrimonio mondiale dell’Africa e il Centro del patrimonio mondiale dell’Unesco sono coinvolti in questo incontro, insieme a una lunga lista di istituzioni all’interno e all’esterno della regione: Fondazione Art Jamel, Arabia Saudita; Better Life Initiative (Bli), Camerun; Centre national du patrimoine rupestre, Marocco; Ecole du Patrimoine Africain, Benin; Egyptian Heritage Rescue Foundation, Egitto; Archivi nazionali di Eswatini, Swaziland; Google Arts & Culture; Comitato scientifico internazionale per il patrimonio architettonico di terra (Icomos-Isceha); Museo Iziko, Sudafrica; Meccanismo delle Nazioni Unite per i tribunali penali internazionali, Tanzania; National Corporation for Antiquities and Museums, Sudan; Università di Città del Capo, Sudafrica. Gli Stati rappresentati sono 15: Benin, Botswana, Camerun, Canada, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Francia, Marocco, Nigeria, Arabia Saudita, Sudafrica, Sudan, Swaziland e Tanzania.

L’African Expert Meeting si tiene all’Accademia egiziana a Roma, per gentile invito del suo direttore, la professoressa Gihane Zaki, anch’essa membro del Consiglio dell’Iccrom. L’Accademia d’Egitto è l’unica delle diciassette accademie di belle arti straniere presenti a Roma che rappresenta sia l’Africa che gli Stati arabi e, quindi, è parte attiva e molto impegnata nella strategia africana dell’Iccrom che è l’organizzazione intergovernativa dedicata alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale in tutto il mondo - ha 136 Stati membri - per garantire la conservazione con i migliori strumenti, conoscenze, capacità e ambiente favorevole del patrimonio culturale mondiale in tutte le sue forme e a beneficio di tutte le persone. L’Accademia d’Egitto a Roma è la prima istituzione culturale egiziana in Italia. Ospita studenti d’arte egiziani e promuove la cultura egiziana e araba. 

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