Il Tuttofare, Castellitto fa il mostro e sorpassa Risi e Verdone

Venerdì 20 Aprile 2018 di Francesco Alò
Non si dismette la saga "Smetto quando voglio". Ecco dunque l'esordio alla regia di Attanasio, co-sceneggiatore del primo capitolo della trilogia diretta da Sibilia datata 2014. Il precario sfigato è Antonio Bonocore (Guglielmo Poggi), apprendista stregone presso lo studio legale del mago del foro Salvatore Toti Bellastella (Sergio Castellitto). Se Smetto quando voglio si rifaceva a I soliti ignoti (gruppo di criminali improvvisati), qui Attanasio pare guardare più a "Il sorpasso" di Risi o "Troppo forte" di Verdone grazie a una danza macabra maschile dove il sessantenne Bellastella guiderà il trentenne Bonocore fuoristrada guidato, forse, anche dalla follia.

LA COPPIA
Nell'ordine: gli chiederà di sposare una delle sue amanti per di più incinta nonché gestire in prima persona il caso di un mafioso invitato a cambiare sesso. Quella che comincia come una pochade rischia di concludersi come un pulp con killer e gangster. Ma è tutto assai nostro: declinare una frustrazione generazionale (i vecchi dominano i giovani) rifacendosi alla commedia all'italiana con un pizzico di parossismo da opera buffa (si sentirà Il barbiere di Siviglia di Rossini in colonna sonora). Attanasio, classe 1978, dimostra già maturità alla regia. Castellitto è sublime nel creare questo mostro dall'irresistibile carisma mentre Poggi è bravo a reggere il ritmo di questo nostro fuoriclasse del grottesco. Che coppia. Che film.


Il Tuttofare
Commedia, Italia, 96'
Voto: 3/5 Ultimo aggiornamento: 13:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA