ROMA

Torna a Roma la seconda edizione del Festival del Cinema Azerbaigiano

Domenica 16 Giugno 2019 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
Dal 20 al 22 giugno torna alla Casa del Cinema di Villa Borghese, a Roma, il Festival del cinema azerbaigiano che si inaugurerà giovedì prossimo, 20 giugno, alle 21. Quest’anno la rassegna, alla sua seconda edizione, porterà sugli schermi 5 opere, di cui quattro lungometraggi e un documentario, che racconteranno al pubblico uno spaccato della storia della filmografia azerbaigiana lunga quasi 75 anni.

Il Festival aprirà infatti con un classico, “ll Venditore di Stoffe”, una commedia musicale del 1945 tratta dall’omonima operetta di Uzeyir Hajibeyli, fondatore della musica professionale e dell’opera nazionale dell’Azerbaigian. Il film è una divertente storia ambientata agli inizi del XX secolo, in cui il giovane mercante Asgar, deciso a sposarsi, opponendosi ai costumi dell’epoca, vuole conoscere la futura moglie prima del matrimonio. Protagonista maschile della pellicola è Rashid Behbudov, noto cantante azerbaigiano, famoso in tutta l’area post sovietica, accompagnato dall’attrice Leyla Badirbayli, celebre artista azerbaigiana.

La rassegna continuerà il 21 giugno con il documentario, realizzato dal Baku Media Center con il supporto della Fondazione Heydar Aliyev, “L’ultima sessione”, di Fuad Alishov, un lavoro del 2018 dedicato al centesimo anniversario della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian. La pellicola mette in luce gli ultimi giorni della travagliata storia della Prima Repubblica. Primo esempio di repubblica democratica nell’oriente musulmano, la Repubblica Democratica annoverò numerosi successi nei suoi 23 mesi di vita, come il suffragio femminile e un parlamento multipartitico. La seconda giornata verrà chiusa dal film “Il giardino della melagrana”, di Ilgar Najaf del 2017. Opera delicata, ispirata al famoso lavoro teatrale di Anton Čechov, “Il giardino dei ciliegi”, nel film si intrecciano sentimenti, ricordi, tradizioni, dolore e perdono, sullo sfondo di un Azerbaigian rurale dove le tradizioni familiari sono ancora protagoniste della vita dei personaggi. “Il giardino della melagrana” ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali.

L’ultima giornata del Festival, il 22, vedrà sullo schermo due capolavori. Alle 19.30 il film del 2017 “L’uomo del terzo giorno”, di Babak Shirinsifat che porta alla conoscenza del pubblico la ferita ancora aperta dell’Azerbaigian moderno: il conflitto del Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. In particolar modo nella persona del protagonista si rivive il dolore dei profughi azerbaigiani privati della possibilità di far ritorno nelle proprie terre natali. Alle 21.30 il festival chiuderà con un film del 1993, “Tahmina”, di Rasim Ojagov tratto dal romanzo di Anar “Il sesto piano di un appartamento a cinque piani”. Un’opera che, valicando confini geografici e temporali, riporta i sentimenti al centro della narrazione. I protagonisti sono Fakhraddin Manafov, celebre attore azerbaigiano noto in tutta l’area post sovietica e Meral Konrat, famosa attrice turca. “Tahmina” è considerato uno dei migliori film azerbaigiani degli anni novanta.

Grazie alle cinque pellicole in programma, inedite in Italia e per la prima volta sottotitolate in italiano, l’Azerbaigian intende mostrare al pubblico italiano scorci della sua storia, della sua cultura, e delle sue tradizioni. La rassegna è organizzata dall’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, in collaborazione, tra gli altri, con la Fondazione Heydar Aliyev, il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica dell’Azerbaigian, la Casa del Cinema e Rai Cinema. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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