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Tinto Brass portato in tribunale dai figli: «Non sa amministrare i suoi soldi»

Tinto Brass portato in tribunale dai figli: temono che disperda il patrimonio
2 Minuti di Lettura
Martedì 8 Maggio 2018, 15:18 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 11:36
La gestione del patrimonio è all'origine della causa tra Tinto Brass e i figli. Il maestro del cinema erotico italiano è finito sotto tutela dopo un ictus e i suoi beni sono attualmente nelle mani della nuova moglie, la 57enne Caterina Varzi. I figli hanno proposto la presenza di un amministratore  per timore che il padre potesse "disperdere" il patrimonio di famiglia. Paradossalmente il regista e la moglie hanno presentato ricorso. 

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Lo scorso settembre, all'indomani delle nozze, il figlio Bonifacio ha presentato istanza vincendo la causa nel mese di marzo. La moglie, nominata amministratore dei beni, si è mostrata in disaccordo sottolineando comunque che non è necessario nominare terze persone quando c'è un coniuge e che «Tinto è persona capace e autonoma».


Il regista e la moglie, in ogni caso, hanno deciso di impugnare la decisione del giudice, e hanno dato incarico a un legale di presentare reclamo in Corte d'appello. «Accade a volte  che a un certo punto della vita siano i figli a portarti in tribunale. E' successo anche a Sofocle quando aveva novant'anni e fu accusato di dilapidare il suo patrimonio. Ma Sofocle chiese al giudice una cosa semplice: 'Dica lei se sono un folle'. Non solo non lo condannarono, ma lo portarono a casa in trionfo», è stato il commento del regista al Corriere.
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