Swamy Rotolo, 17 anni, migliore attrice ai David
"Dalla Calabria al set, la mia vita ora è il cinema"

Swamy Rotolo, 17 anni
di Gloria Satta
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 13:52 - Ultimo aggiornamento: 20:49

La notte dei David di Donatello, in diretta su Ra1, ha avuto 2.428.000 telespettatori e uno share del 14,7. «Successo incoraggiate», commenta il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, «è merito dell'azienda e del lavoro guidato da Piera Detassis, e ribadisce la popolarità del cinema presso il grande pubblico». Ma la sorpresa della serata è Swamy Rotolo, 17 anni (la più giovane premiata nella storia dei David), migliore attrice protagonista per A Chiara, il potente film di Jonas Carpignano che aveva trionfato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2021, prodotto da Lucky Red e venduto in tutto il mondo. Dopo la diretta, Swamy ha festeggiato tutta la notte con il padre Claudio, la madre Carmela, la sorella Grecia, la cugina e gli zii che l’avevano accompagnata a Roma. «Non abbiamo mai dormito», rivela ancora emozionata, «non mi aspettavo di vincere». L’attrice è già tornata a scuola a Gioia Tauro, Reggio Calabria, dov’è nata e abita. Bella faccia mediterranea che ”buca” lo schermo, attrice autodidatta, sul set ha recitato con la sua vera famiglia. Nel film interpreta la giovanissima figlia di uno ’ndranghetista, pronta sia pure con grande dolore ad essere affidata a una famiglia del nord secondo il programma ministeriale di protezione dei minori.

Aveva sentito parlare di questa realtà?

«Sì, conosco ragazzi e ragazze che hanno avuto lo stesso destino del mio personaggio e poi sono tornati a casa. Gli errori dei genitori non devono ricadere sui figli».

E’ difficile vivere in una terra che viene spesso associata alla criminalità?

«Questa realtà viene enfatizzata. Gioia Tauro è un posto bellissimo in cui sono contenta di vivere come tutti i ragazzi della mia età tra scuola, amici, social, palestra. Mai vista una sparatoria. La mafia esiste ovunque, non solo in Calabria, e noi giovani rappresentiamo il cambiamento».

Cosa intende?

«Dobbiamo impegnarci, ognuno per quanto può, per costruire un futuro migliore».

Il suo è nel cinema?

«Nessun dubbio. Ho già un’agente (l’esperta Federica Illuminati, ndr) e l’anno prossimo, dopo aver preso il diploma all’Istituto di Tecnologie Santitarie, vorrei trasferirmi a Roma per studiare recitazione. Il set mi manca».

La sua famiglia cosa ne pensa?

«E’ d’accordo e mi sostiene. Papà fa il saldatore, mamma la casalinga e conosciamo da anni Carpignano che mi aveva affidato un piccolissimo ruolo nel suo film precedente, A Ciambra, poi ha scritto A Chiara pensando a me. Ci fidiamo di lui, io lo considero un fratello».

In sala i suoi apparivano molto commossi.

«Quando è stato annunciato il mio premio, papà era uscito un attimo approfittando della pausa pubblicitaria. Come ha sentito il mio nome ha fatto i 400 metri del red carpet di corsa ed è tornato ad abbracciarmi che aveva il fiatone».

I complimenti che ha gradito di più?

«Li ho graditi tutti, ma in particolare quelli del regista Antonio Capuano. Edoardo Scarpetta mi ha invece portato fortuna baciandomi la mano prima della premiazione».

Che attrice vorrebbe diventare?

«Il mio modello è Alba Rohrwacher ma per carità, non sono alla sua altezza, tengo il profilo basso».

Da dove viene il suo nome?

«E’ di origine indiana e significa ”amore”. Mia madre è appassionata di culture orientali. Mia sorella si chiama invece Grecia in omaggio alla Colmenares, la regina delle telenovelas».

Che tipo è fuori dal set?

«Sono estroversa, curiosa, sempre pronta a conoscere gente nuova».

A chi dedica il David?

«Alla mia sorellina Giorgia perché sappia che qualunque sogno si può realizzare. Basta avere passione. E crederci».

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