ROMA

Speranza Scappucci, prima donna a dirigere l'orchestra del Ballo delle debuttanti di Vienna

Mercoledì 22 Febbraio 2017
sPERANZA sCAPPUCCI
«Quattro giorni fa ero appena rientrata dal New York, mi stavo riprendendo dal jet lag quando
ha squillato il telefono e mi è arrivata la proposta: sono onorata che il direttore dell'Opera di Vienna abbia scelto me, e lo ringrazio»: non è sbagliato considerare 'da record' il talento di Speranza Scappucci, giovane e richiestissima
direttrice d'orchestra italiana, dal momento che il prossimo 23 febbraio sarà lei la prima donna nella storia a dirigere
l'orchestra di uno degli eventi mondani più glamour, romantici e principeschi dell'anno, il Ballo dell'Opera di Vienna, lo storico Wiener Opernball, l'appuntamento principale del carnevale viennese.

Dopo il successo del novembre scorso sempre all'Opera di Vienna, dove è stata la prima italiana a salire sul podio, e quello di gennaio con il Così fan tutte di Mozart all'Opera di Roma, dove ha coronato il sogno di dirigere nel teatro lirico della sua città, ora un nuovo orgoglio si aggiunge al curriculum già sorprendente dell'artista, che ci
tiene a ringraziare le due istituzioni per le quali in questi giorni sta lavorando, l'Orchestra sinfonica di Basilea e il
Festival di Baden Baden, «perché mi hanno dato la possibilità di partecipare a questa esperienza viennese».

Peccato che da noi in Italia parlare di una donna al timone di un'orchestra faccia ancora sensazione, mentre all'estero la presenza femminile è ormai sempre più frequente, però - dice all'Ansa - «questo non è un argomento che mi annoia», dice, «anzi credo che sia positivo portare l'attenzione sul fatto che nella musica ci siano donne di talento».  Pendolare tra Vienna e New York, una vita scandita da studio, concerti ad altissimo livello e riconoscimenti internazionali: il suo sembra proprio un "cervello in fuga", eppure l'attenzione
per ciò che accade in patria in materia di musica resta alta. 

«Non è vero che la crisi della cultura c'è solo in Italia, in realtà c'è ovunque. Anzi io vedo molti miglioramenti in Italia e ci sono tanti teatri che ce la stanno mettendo tutta», afferma convinta, «il nostro Paese vive un momento difficile ma l'esempio dell'Opera di Roma ha dimostrato che con una gestione efficace si può produrre bene. Spero che la situazione migliori e che la politica si occupi della cultura, tanto più che la lirica è nata in Italia».

Tanti i grandi Maestri con cui ha collaborato: uno su tutti, Riccardo Muti, dal quale racconta di aver appreso «l'arte di
concertare. Con lui ho potuto perfezionare il modo di costruire un'opera e come si lavora con i cantanti e il coro. E credo che questo modo di lavorare certosino mi sia riconosciuto».

Quando non dirige, che tipo di musica ascolta? «Amo tutti i tipi di musica, ultimamente ho visto anche Sanremo», afferma, «mi piacciono il jazz, la canzone italiana e quella americana. Però ammetto che quando per 7 ore lavoro nella musica quello che preferisco è il silenzio, perché inevitabilmente a ogni ascolto l'orecchio inizia a lavorare». Tra i suoi prossimi progetti, ancora l'Italia, dove tornerà in questa stagione, prima ad aprile a Parma per dirigere l'Orchestra Toscanini e poi a Firenze con il Maggio Fiorentino. © RIPRODUZIONE RISERVATA