“Solo cose belle”, il film-manifesto dedicato al rispetto delle diversità

Venerdì 3 Maggio 2019
Raccontare la paura del “diverso”, del disabile, dell’immigrato, ma anche le risorse che possono scaturire dal superamento di timori e pregiudizi: è questa la sfida di Kristian Gianfreda, regista di “Solo cose belle”, il film in uscita nelle sale di tuttaItalia il prossimo 9 maggio.  Presentato in anteprima come visione straordinaria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 7 dicembre, la pellicola si appresta ora al battesimo del grande pubblico. 

«Il film - spiega il regista - è un manifesto dedicato al valore delle differenze, alla lotta contro  l’emarginazione e alla bellezza racchiusa nel superare la paura della diversità, specialmente in un momento storico e politico come quello che stiamo vivendo». Questioni cruciali del nostro tempo, dunque, raccontate attraverso una commedia corale e brillante che prende le mosse dall’incontro-scontro di due mondi solo apparentemente lontani. Da una parte, infatti, c’è un paesino dell’entroterra romagnolo alle prese con le prossime elezioni comunali; dall’altra c’è una casa famiglia in cui si muovono personaggi differenti: una mamma e un papà, un richiedente asilo appena sbarcato, un’ex-prostituta, un giovanissimo ex carcerato e due ragazzi con gravi disabilità. Tutto ha inizio quando Benedetta (Idamaria Recati), la figlia sedicenne del sindaco (Giorgio Borghetti), entra in contatto con questa realtà: un microcosmo in cui vivono tante persone con un passato difficile alle spalle, ma con un forte desiderio di riscatto. A dispetto delle convenzione sociali del mondo da cui proviene, la ragazza si innamora del giovane ex carcerato Kevin (LuigiNavarra), creando scompiglio nell’intera comunità. Sarà proprio la conseguente reazione a catena condita da sospetti, lacrime, risate e sgomberi, a far venire alla luce la bellezza dell’accoglienza e l’importanza della solidarietà.

Nella migliore tradizione della commedia all’italiana, “Solo cose belle” vuole raccontare in modo profondo e dettagliato l’incontro tra due realtà opposte che improvvisamente, e loro malgrado, si trovano a dover fare i conti l’una con l’altra. Ma questa è anche la storia di come, attraverso intrecci inaspettati, rapporti contrastati e personaggi bizzarri, persino un sonnacchioso paesino e un luogo popolato da coloro che vengono spesso etichettati come gli “sbagliati” e i “superflui”, riescono ad avvicinarsi e a scoprire insospettati legami che si trasformano in opportunità. Nel cast, oltre a due giovani attori emergenti – Recati Navarra –  anche tanti professionisti come Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi e Barbara Abbondanza. A loro si sono aggiunti Marco e Ciccio, due ragazzi disabili che vivono in una delle strutture della Comunità Papa Giovanni XXIII - la realtà fondata da Don Oreste Benzi che ha ispirato la pellicola grazie alle sue strutture di accoglienza presenti in tutto il mondo - che hanno preso parte al film interpretando se stessi: «Con loro – sottolinea ancora il regista - si è spesso lasciato, durante le riprese, che le cose semplicemente accadessero, che le reazioni fluissero spontanee e che le emozioni fossero autentiche».

“Solo cose belle” nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII e delle tante case famiglia dell’Associazione, che da anni lavorano per diffondere i valori dell’inclusione sociale per combattere l’emarginazione. Per questo, coerentemente con il tema del film, hanno lavorato alla pellicola, in scena o a supporto della produzione, sia attori professionisti del cinema, del teatro e della televisione, sia persone della Comunità e figure che hanno un’esperienza pregressa in case famiglia o in altri progetti sociali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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