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Social World Film Festival: Stefano Accorsi padrino della manifestazione

Abel Ferrara, premiato al Social World Film Festival
di Paolo Travisi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 26 Luglio 2019, 21:41 - Ultimo aggiornamento: 21:42

"Quando penso ai grandi maestri del cinema italiano, come Vittorio De Sica, la grande lezione che ho imparato da loro è che non si può parlare al mondo, finché non parli al tuo vicino di casa”. Abel Ferrara, nato e cresciuto e New York, non dimentica mai le sue origine italiane, ed alla presentazione del Social World Film Festival 2019 (dal 27 luglio al 4 agosto a Vico Equense), che ha fatto delle tematiche sociali, il cuore della manifestazione, ci tiene a parlare di comunità, famiglia, storia ed immigrazione. “Mio nonno era di Sarno, vicino Salerno emigrò a New York, 120 anni fa, appena ventenne. Non era un mafioso, ma un grande lavoratore che amava l’America, ma non ha mai voluto imparare l’inglese. Con i suoi figli e me parlava in italiano”.

E non è un caso se Giuseppe Alessio Nuzzo, il giovane direttore generale del Festival, da lui ideato nove anni fa, abbia scelto Abel Ferrara come Presidente della Giuria dei film in concorso. “Quest’anno il filo conduttore del SWFF è il viaggio, con un’attenzione particolare verso quello dei migranti - spiega Nuzzo -  i film in concorso indagheranno su cosa li spinge a lasciare la loro terra dal loro punto di vista”. Come il viaggio che fece il nonno del regista de Il cattivo tenente, e che lui stesso, Abel Ferrara, ha fatto 100 anni dopo, tornando in Italia e scegliendo Roma come città in cui vivere. “Dopo mio nonno ora sono io l’emigrato. La gente si sposta nel mondo dall’inizio dei tempi, il concetto è dividere l’immigrazione dai rifugiati politici, scappare dalla guerra non è la stessa cosa che emigrare. Vivo qui da 5 anni, mi sento come un soldato mercenario nell’esercito romano. Sono nato nel Bronx, ma qui a Piazza Vittorio, dove vivo, quando la mattina mi sveglio e vado dalla barista per un caffè, lei è contenta di vedermi. Nel mio paese non importa chi sei, ma solo quanti soldi hai, qui sono importanti i soldi ma anche chi sei. Io sono cresciuto con la vostra cultura, ecco perché andare in Campania è un grande onore”.

Ed il festival sociale di Vico Equense, sulla penisola sorrentina, gli ha già attribuito il Premio alla Carriera “per il percorso cinematografico e le tematiche sociali affrontate, in particolare nelle sue ultime opere come Tommaso, in cui il genio di Ferrara si scontra con le difficoltà della vita di ogni giorno” sottolinea Nuzzo. Tommaso, che il regista ha portato a Cannes in cerca di buyers della pellicola, è fortemente autobiografico, con l’amico sodale e vicino di casa a Roma, Willem Dafoe che interpreta il suo alter-ego sullo schermo, insieme alla vera compagna e figlia del cineasta. “Io non ho scelta, se sei onesto quale altra vita e rappresentazione puoi regalare al pubblico. Non voglio dire che i miei film riguardino solo me, ma è un sacramento del cinema, quello per cui non puoi nasconderti. Se credi nel tuo lavoro, sei sincero con te stesso e con quello che porti al mondo attraverso i film”. 


Entrando nel dettaglio del Social World Film Festival, tra gli ospiti di rilievo, oltre Ferrara, ci saranno Stefano Accorsi, padrino della manifestazione, che aprirà il festival e terrà una master class per giovani attori, la grande interprete teatrale Monica Guerritore, Ivana Lotito dalla serie Gomorra (la moglie di Genny Savastano) e dalla Spagna è attesa, Itziar Ituno l’attrice che nella popolare serie Netflix, La casa di Carta, interpreta l’ispettore Raquel Murillo. E veniamo ai film selezionati, un totale di 500 opere, di cui 72 in anteprima e rappresentanti di 60 nazioni, tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e opere audiovisive in concorso e fuori concorso suddivisi in 17 sezioni. Attenzione particolare dedicata ai nuovi linguaggi filmici, come le opere delle sezioni in virtual reality, e quelli girati in formato verticale, realizzate con gli smartphone.  Sulla locandina del festival è stampato il volto magnetico e sornione di Vittorio De Sica , molto legato alla Penisola Sorrentina, dove fu interprete di uno dei suoi film più celebri “Pane, amore e…” diretto da Dino Risi. Al Premio Oscar sarà dedicata una mostra fotografica ed una retrospettiva. “L’anno scorso era dedicato il festival era dedicato a Sophia a Loren, lo dedichiamo ai grandi maestri che hanno girato nella penisola Sorrentino dove nell’arco della storia del cinema, sono stati girati oltre 100 film, ed abbiamo raccolte tutte le testimonianze di questi film, istituendo un museo. Ci saranno anche omaggi a Zeffirelli e Bertolucci”.

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