Sean Connery morto, non solo 007: i mille talenti di un attore dal tocco magico

Sabato 31 Ottobre 2020 di Riccardo De Palo

Per alcuni era il migliore James Bond di sempre. Sean Connery, morto oggi all'età di novant'anni, aveva surclassato tutti gli avversari, compreso Daniel Craig, in un sondaggio indetto dalla rivista Radio Times. Non solo. Secondo un altro magazine, People, era anche l'uomo "più sexy del secolo".  Se n'è andato nel sonno, dopo avere combattutto una lunga malattia, nel suo "buen retiro" delle Bahamas, con la classe e il riserbo di sempre. Era uno che della gloria, tutto sommato, se ne infischiava.

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Il più iconico 007 di sempre - premio Oscar con il capolavoro di Brian De Palma "Gli intoccabili"  nel 1988, due premi Bafta e tre Golden Globe - era anche un grande paladino dell'indipendenza della sua terra, la Scozia. Nel 2014 aveva partecipato attivamente al referendum per uscire dal Regno Unito; e il suo tatuaggio sul braccio -  sui cui aveva inciso la frase Scotland Forever - chiariva definitivamente la sua scelta di campo. Questo non gli aveva però impedito di essere nominato cavaliere dalla regina Elisabetta, vent'anni fa. Noblesse oblige.

 

Con le sue trasformazioni sul grande schermo, ha regalato agli spettatori interpretazioni memorabili. Che fosse l'agente segreto "con licenza di uccidere", o Jimmy Malone, incorruttibile poliziotto e difensore della giustizia, accanto a Kevin Costner, Robert De Niro e Andy García nel film che gli è valso l'Oscar, o Guglielmo da Baskerville, l'enigmatico protagonista de "Il nome della rosa", Connery era sempre un passo avanti a tutti gli altri. Anche come sex symbol.

Di sé parlava sempre con modestia, con britannico understatement - «forse non sono un bravo attore, diceva, ma qualsiasi altra cosa sarebbe stata peggio». Difatti è noto che, prima della consacrazione come attore, il giovane Sean provò diversi mestieri: il bagnino, il muratore, il lavapiatti, il verniciatore di bare, la guardia del corpo... Connery amava Roma e le sue chiese, era vegano ed anche molto impegnato per la difesa dell'ambiente, come dimostra il suo appoggio all'organizzazione ambientalista Sea Shepherd e ai progetti di Al Gore. 

Uno dei suoi maggiori pregi era la capacità di dire "no". Non a caso rifiutò alcuni ruoli che gli avrebbero dato molto denaro, ma che avrebbero potuto offuscare la sua stella, o, semplicemente, che non lo convincevano. Come la parte del mago Gandalf ne "Il signore degli anelli" - «non l'ho mai capito», diceva - o di Albus Silente nella saga di Harry Potter. 

Fu però la sua interpretazione del personaggio di Ian Fleming a dargli gloria imperitura. Un personaggio che, diceva, «ama rompere le regole, gode di libertà di cui la maggior parte della gente non dispone»; e proprio per questo «tutti vorrebbero essere James Bond, anche se nessuno l'ammetterebbe mai».

L'uomo dalla privacy leggendaria, da anni ritiratosi dalla scene, lascia la sua seconda moglie Micheline, una pittrice con cui era sposato da 45 anni; e il figlio della prima moglie, Jason. Che la terra gli sia leggera: con lui se ne va un certo modo irraggiungibile di fare cinema, un tocco sofisticato che apparteneva soltanto a lui.

Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 00:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA