Renée Zellweger apre a un nuovo Bridget Jones: «Il terzo film? Sarebbe divertente»

Renée Zellweger, alias Bridget Jones, in una foto tratta dal sito bestmovie.it
di Giacomo Perra
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Martedì 21 Ottobre 2014, 15:25 - Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 18:45

«Un altro film di “Bridget Jones”? Perché no, sarebbe divertente. Attualmente, però, non ne so nulla».

Parole e musica di Renée Zellweger che a quanto pare non ha certo dimenticato il goffo ma simpatico personaggio che la lanciò nel firmamento di Hollywood oltre dieci anni fa. L’attrice statunitense sarebbe più che pronta a lavorare al terzo capitolo della saga cinematografica ispirata dagli omonimi romanzi di Helen Fielding - l’ultimo, quello a cui dovrebbe fare riferimento la pellicola, “Bridget Jones. Un amore di ragazzo”, è stato pubblicato nel 2013 - ma non si vuole sbottonare oltremodo perché nuove e succulente rivelazioni non sono proprio nelle sue possibilità: «Non è che voglio fare la cauta, è che non ho alcuna novità al riguardo»- ha ribadito intervistata a margine dell’”ALS Walk”, evento benefico a sostegno della lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica tenutosi a Los Angeles.

Atteso e invocato dai fan sin dal 2011, anno in cui la “Universal Studios” e la “Working Title” annunciarono il via libera alla produzione di un ulteriore episodio della collana, il numero tre di “Bridget Jones” dovrebbe raccontare le nuove peripezie della protagonista femminile e del suo amato Mark Darcy, interpretato da Colin Firth, - vincitore nel frattempo, come la Zellweger, di un meritato premio Oscar - che avrebbe dato la sua disponibilità, ormai invischiati nella crisi di mezza età e alle prese con il sogno di un figlio.

Per due che triplicano, però, c’è qualcuno che lascia. Recentemente, infatti, Hugh Grant, volto del brillante e donnaiolo Daniel Cleaver ne “Il diario di Bridget Jones”, uscito nel 2001, e nel suo sequel, “Che pasticcio, Bridget Jones!”, del 2004, ha fatto sapere che non farà parte del progetto: «Il libro è eccellente, ma la sceneggiatura è completamente differente, almeno quella che ho avuto modo di leggere io alcuni anni fa». Addio Hugh.