Raoul Bova: «Io recito e punto soprattutto sui sentimenti. Ho girato tante serie, il cinema mi mancava»

Parla il popolare interprete romano, che dopo sette anni torna a lavorare in un film, The Christmas Show, da domani nelle sale: "Ho girato tante serie, ma il cinema mi mancava"

Raoul Bova: «Io, attore disastroso, punto sui sentimenti»
di Gloria Satta
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Mercoledì 16 Novembre 2022, 09:12 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 11:22

Uno scrittore in crisi creativa, la bella vicina vedova che lo stana dall'isolamento, un'intera famiglia coinvolta in un reality, il Natale scintillante di luci: per tornare al cinema dopo tante serie spacca-auditel (tra le ultime interpretate Don Matteo e Buongiorno, mamma!) Raoul Bova ha scelto The Christmas Show, il film di Alberto Ferrari in sala domani. In questa favola per famiglie a base di buoni sentimenti con garbata presa in giro dei reality (nel cast anche Serena Autieri, Tullio Solenghi, Ornella Muti, Francesco Pannofino), Bova, 51 anni, fa lo scrittore. E racconta questo momento della sua vita con sincerità, entusiasmo e una buona dose di autoironia.

Perché non girava film da sette anni (l'ultimo è Tutte le strade portano a Roma)?
«Un po' perché sono stato impegnatissimo con le serie. Un po' perché, durante la pandemia, non ho trovato molti produttori pronti a combattere per uscire in sala».

Ma il cinema le è mancato?
«Sì, lo ammetto. E ora sono felice di averlo ritrovato grazie a The Christmas Show, un film gentile che non ha pretese d'autore ma regala un sorriso al pubblico provato da covid, guerra, preoccupazioni. Non è poco. Di recente ho girato anche Greta e le storie vere, fiaba ambientalista. Ora sogno una nuova commedia con Paola Cortellesi».

Compiere 50 anni è stato uno choc?

«No, una conquista. Oggi sono un uomo riempito: ho avuto mille esperienze, provato gioie e dolori, lavorato tanto, messo al mondo quattro figli».

Ha fatto il pensierino di togliere le rughe?
«Ma no, me le tengo. Mi preoccupano di più le palpebre cadenti. Per fortuna ancora reggono (ride, ndr)».

Sente di avere dei conti in sospeso con la vita?
«No! Il mio più grande successo è stato avere i figli e averli con le loro due madri (l'ex moglie Chiara Giordano e l'attuale compagna Rocìo Muñoz Morales, ndr). Anche fare l'attore, tanto amato dal pubblico, è stato un regalo».

Si è offeso quando l'hanno accusata di non saper recitare?
«Ma sono il primo a dirlo. Ho fatto fortuna con una sola espressione, poi ne ho imparate un altro paio (ride di gusto, ndr). Tecnicamente sono un disastro, ma ci ho sempre messo il cuore. La verità viene prima della recitazione».

Che vuol fare da grande?
«Impegnarmi attivamente per l'ambiente, ho già iniziato».

Continua il volontariato con la Croce Rossa?
«Sì, con loro sono appena stato in Siria a girare un documentario sulle conseguenze della guerra. Straziante. Ho capito che la pace inizia con la solidarietà quotidiana».

Ha dei rimpianti?
«Una virata sbagliata nel nuoto. E quel provino catastrofico che nel 2003 m'impedì di girare Tomb Raider».

Come andò?
«Sentivo la pressione e sbagliai tutte le battute, così presero Gerard Butler al posto mio. Anni dopo, sul set di The Tourist, Angelina Jolie mi confessò di aver fatto il tifo per me... magari, se avessi superato il provino, sarei ancora a Hollywood. Ma sono contentissimo di com'è andata».

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