Alle giornate del cinema muto
si riscopre il fascino di Mistinguett

Domenica 6 Ottobre 2019
L'attrice Mistinguette
La XXXVIII edizione delle Giornate del Cinema Muto, diretta da Jay Weissberg, in corso al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone fino al 12 ottobre, riscopre le doti di attrice di Mistinguett, per lungo tempo tra le protagoniste della vita notturna di Parigi, la vedette assoluta del music-hall già dalla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Prima di essere la grande ballerina che faceva impazzire il pubblico, anche per la bellezza delle sue gambe, assicurate all’epoca con cifre record, Mistinguett è stata prima di tutto una professionista esemplare, energica e ambiziosa, che affermava con fierezza la sua libertà e indipendenza, dicendo di aver sempre fatto di testa propria e di non avere mai avuto bisogno di nessun aiuto per il suo successo.

Nata nel 1873, ma la data non è certa, divenne ben presto una star del palcoscenico dove spesso si esibiva in coppia con Maurice Chevalier. A lanciarla nel cinema fu André Hugon, giornalista, sceneggiatore e regista, che convinse anche altre grandi protagoniste del teatro dell’epoca, come Musidora e Josephine Baker, alla prova dello schermo. Di Mistinguett, il 6 ottobre si vedrà, alle 15.30, “L’Epouvante” del 1911, con la regia di Albert Capellani, definito dalla stampa uno «sconvolgente dramma cinematografico». Indubbiamente si tratta oggi di un’affermazione da ridimensionare, anche se bisogna riconoscere che la suspence regge ancora e soprattutto che il film ha notevoli spunti di interesse, a partire dalla rapidità del montaggio, che rende avvincente lo svolgersi dell’azione. L’altro film di Mistinguett, a seguire, è “La Glu”, del 1913, tratto da un romanzo d’appendice di fine Ottocento di grande successo popolare. Il titolo del film è un termine argot che designa la mangiatrice di uomini, la volubile seduttrice collezionista di amanti. Qui Mistinguett ha molte occasioni per esibire le sue doti di ballerina, ma anche il carisma del suo sguardo che accende lo schermo. Notevoli le riprese degli esterni in Normandia, con una profondità di campo non comune nei film coevi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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