Oscar, ecco gli avversari di Sorrentino nella gara per il miglior film straniero

E' stata la mano di Dio in corsa per l'Italia

Oscar, ecco gli avversari di Sorrentino nella gara per il miglior film straniero
di Riccardo De Palo
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Martedì 26 Ottobre 2021, 14:21 - Ultimo aggiornamento: 15:03

L’Italia ha candidato È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino all’Oscar come miglior film straniero, ma quante chance ha di farcela il regista de “La grande bellezza” (che nel 2013 aveva vinto proprio quel premio, riportando il nostro Paese nel grande circuito del cinema mondiale?) 

“È stata la mano di Dio” ha già vinto il Leone d’argento, ovvero il gran premio della giuria all’ultimo festival di Venezia; e il giovane Filippo Scotti, che era alla sua prima esperienza Cinematografica, ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni. L’auto-fiction che scava nella vita di  Sorrentino,attraverso le esperienze del diciassettenne Fabietto Schisa folgorato dall’arrivo di Maradona a Napoli, riusciranno a convincere anche i giurati dell’Academy Awards? Chi vuole farsene un’idea, dovrà aspettare l’uscita in cinema selezionati il 24 novembre e poi su Netflix, il 15 dicembre. 

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Gli altri concorrenti agli Oscar

L’obiettivo è entrare nella shortlist dei quindici candidati, che sarà annunciata il 21 dicembre, e poi nella cinquina finale, l’8 febbraio, per riuscire a spuntarla nella serata finale, il 27 marzo 2022. “Quello di oggi - ha detto Sorrentino - è solo il primo passo e il bello di questa gara è che l'unica competizione al mondo in cui arrivare già tra i primi cinque è una vittoria”. Ma per capire quali sono le chance possiamo spulciare tra i film che sono stati candidati da altri Paesi. 

In Spagna ha fatto scalpore la scelta dell’Academia de Cine di Madrid, che ha snobbato “Madres paralelas” di Pedro Almodóvar per scegliere “El buen patrón”, il film di Fernando León de Aranoa interpretato da Javier Bardem. L’attore di “Questo non è un paese per vecchi” interpreta il ruolo di Blanco, carismatico proprietario di un'azienda che produce bilance industriali in provincia, che attende l'imminente visita di una commissione che deciderà un premio locale per l'eccellenza aziendale. Tuttavia, tutto sembra cospirare contro di lui. Un film con buone chance.

Ci provano Giappone e Romania

Un altro film candidato, che potrebbe avere qualche probabilità di riuscita, è “Drive My Car” di Hamaguchi Ryusuke, da poche settimane uscito anche in Italia. Il Giappone spera che il film, adattamento cinematografico dell'omonimo racconto di Haruki Murakami, presentato a Cannes, possa bissare il successo di “Departures”, che nel 2008 vinse la statuetta. L’attore e regista Yusuke non si è più ripreso dalla improvvisa scomparsa della moglie drammaturga. Il film si gioca sul rapporto tra l’autista giovane e riservata che che gli viene assegnata per i suoi viaggi, un legame più significativo di quanto si aspettasse.

C‘è poi “Bad luck, banging or loony porn”, di Radu Jude, presentato dalla Romania e vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Il film, ambientato a Bucarest in tempo di coronavirus (tutti indossano la mascherina) racconta la storia di una insegnante, molto stimata nel suo lavoro, che si ritrova a dover mettere tutto in discussione quando un film che la ritrae in scene di sesso con suo marito finisce in rete.

Segnaliamo, infine, “The Worst Person in the World” (Norvegia), di Joachim Trier, che ha definito il suo lavoro «un dramma comico sull’amore nel nostro tempo e sull’avere tutte le opportunità della vita, ma sentirsi ancora la persona peggiore del mondo». Julie sta per compiere trent’anni quando incontra Aksel, un fascinoso autore di graphic novel di successo...

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