"Nevia", il film sulla cenerentola
che impara a sognare grazie al circo

Domenica 14 Giugno 2020 di Gloria Satta
Virginia Apicella in una scena di

Nevia ha 17 anni, vive in un container, si dà da fare in un circo e aspira ad un futuro migliore: è la trama del film Nevia (dal 14 giugno in onda su SkyCinema e disponibile on demand), debutto alla regia di Nunzia De Stefano, napoletana, ex moglie di Matteo Garrone che in questa occasione figura come produttore. Ma è anche la storia autobiografica della stessa neo-regista che da ragazzina abitò per dieci anni nelle casette prefabbricate costruite dopo il terremoto del Belice, lavorò in un circo e imparò a sognare in grande: l’occasione gliela diede nel 2008 il ruolo di consulente sul set del film Gomorra di Garrone che diventò anche il suo compagno con cui la neo-regista ha continuato a lavorare.
E’ vero che nel circo addomesticava gli elefanti?
«No, e non ho mai nemmeno fatto la trapezista. Si tratta di una leggenda che m’insegue...Mi occupavo invece degli animali e montavo a cavallo. Il circo mi dava un’idea di fatica, gioia di vivere e libertà».
Presentato a Venezia, nella sezione Orizzonti, ”Nevia” trae comunque spunto dalla sua vicenda di Cenerentola napoletana.
«Senza dubbio ma è anche un racconto di formazione che assume una dimensione universale: parla infatti di una giovane donna che sfida un destino segnato e sogna un futuro diverso da quello che le riserva la sua condizione».
Si staccata dunque dalla sua storia personale?
«Sì, la sceneggiatura si è rivelata un lavoro lungo e complesso, quasi psicoanalitico». 
Garrone cosa le ha detto?
«Mi ha incoraggiato a buttare giù i ricordi della mia giovinezza, poi si è innamorato del copione e ha deciso di essere il produttore del film».
Qual è la ”lezione” più importante che ha ricevuto dal regista di ”Pinocchio” di cui ha continuato ad essere consulente?
«Matteo mi ha fatto capire quanto è complessa la preparazione di un film, il lavoro che c’è dietro ogni progetto».
Si aspettava l’ottima accoglienza ricevuta da ”Nevia” a Venezia?
«Assolutamente no, già essere invitata alla Mostra mi pareva incredibile. Io avevo girato il film soltanto per esprimermi e non avevo aspettative».
Qual è stata la sfida più grande?
«Riuscire a fare il film. Per me, sempre dietro le quinte, si è trattato di una rivincita».
Ha già un nuovo progetto?
«Certo, ero pronta a partire per i sopralluoghi prima che il lockdown bloccasse tutto. La mia strada è ormai il cinema. L’ho capito da grande ma non ho più dubbi». 

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