Nanni Moretti contro la sinistra: "Non fa il suo mestiere"

Martedì 4 Dicembre 2018
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Il regista Nanni Moretti
«Io penso che la politica sia un mestiere, non sono affatto d’accordo con la retorica dei due mandati: è un mestiere difficile, lo si impara anche facendo. Non c’è niente di male a fare il politico per 30 anni di seguito, però bisogna saperlo fare». Così Nanni Moretti, regista di “Santiago, Italia” e protagonista del faccia a faccia con Federico Pontiggia a Movie Mag, il magazine di Rai Movie in onda domani alle 22.50. Dal 6 dicembre in sala con il documentario distribuito da Academy Two, Moretti torna sull’esperienza dei girotondi: «Fin dall’inizio avevo detto che era una parentesi, fatta non per dovere, ma per piacere. Nel 2002 la situazione era eccezionale in Italia, ho sentito forte la voglia impegnarmi e mettere da parte il mio lavoro per qualche tempo».

ntervistato da Pontiggia, il regista spiega quell’eccezionalità: «Se a chi ha giornali, quotidiani, settimanali, radio, tre reti tv viene permesso di presentarsi alle elezioni politiche, cosa che in altri paesi democratici non viene fatta, è come se facessimo la gara dei 100 metri partendo venti metri più avanti. Viceversa, oggi la destra italiana fa il suo mestiere di destra, in alcune misure anche di estrema destra, il problema è che la sinistra italiana dovrebbe fare il suo mestiere. Non è solo quanto sono poco progressisti, quanto sono poco di sinistra, ma anche quanto sono poco capaci».

Moretti parla anche del suo prossimo lungometraggio, che per la prima volta in carriera adatterà da un romanzo, “Tre piani” dell’israeliano Eshkol Nevo: «Quando avevo 20 anni mi sarebbe piaciuto fare un film, ma sarebbe stato piuttosto costoso, da “La cospirazione” di Paul Nizan. Dopo “Mia madre” ho lavorato a due soggetti con Federica Pontremoli e Valia Santella, a un certo punto Federica mi ha fatto leggere “Tre piani”, l’ho subito amato, e ho avuto voglia di farne un film. Iniziamo a girare a fine febbraio».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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